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	<title>IdArticolo &#187; Non tutti sanno che&#8230;</title>
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		<title>Suonerie gratis da youtube, condivisione suoneria su Facebook e Twitter con Share Ringstone</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 07:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Suonerie gratis da youtube, come trasformare i filmati sul web più spassosi in simpatiche suonerie per cellulari e condividere la suoneria su Facebook e Twitter con Share Ringstone
Per chi vuole una suoneria originale, alla moda o più semplicemente spiritosa per fal colpo sull&#8217;amico o per dar sfoggio delle proprie capacità tecnologiche, ecco svelato un nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Suonerie gratis da youtube, come trasformare i filmati sul web più spassosi in simpatiche suonerie per cellulari e condividere la suoneria su Facebook e Twitter con Share Ringstone</h2>
<p>Per chi vuole una suoneria originale, alla moda o più semplicemente spiritosa per fal colpo sull&#8217;amico o per dar sfoggio delle proprie capacità tecnologiche, ecco svelato un nuovo servizio gratuito on-line. Si può reperirre al sito<a href=" http://www.tube2tone.com#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"> http://www.tube2tone.com</a> dal quale si può estrarre dai video di youtube, piccoli spezzoni audio da 40 secondi massimo ciascuno, da convertire poi in suoneria per telefono. INoltre, è possibile avere tre diverse modalità per scaricarle , la prima è il download su PC, la seconda via e-mail e la terza via SMS, nel formato compatibile con il proprio cellulare sia esso MP3, AAC, WAV, MMF e IPhone. Vediamo come:</p>
<ol>
<li>Prima di tutto occorre cercare il video che più ci piace e per far questo andare su Youtube e, una volta trovato, copiare l&#8217;indirizzo (campo URL del browser) con i tasti <strong>Ctrl+C</strong>. Collegarsi ora al sito<a href="http://www.tube2tone.com" target="_blank"> http://www.tube2tone.com</a> ed in <strong>Search on enter video url</strong> incollare il collegamento prima copiato con i tasti <strong>Ctrl+V</strong>. Premere quindi <strong>Search</strong>.</li>
<li>Il video caricato partirà in <strong>Play</strong> automaticamente, anche se è possibile gestirne manualmente la riproduzione. Localizzare quindi lo spezzone video che più ci piace da trasformare in suoneria (ricordiamo che il limite massimo gratuito per questo servizio è di 40 secondi, che sono comunque più che sufficienti) e cliccare su <strong>Record</strong>. Scaduti i 40 secondi (oppure si può anche fermare prima premendo <strong>stop</strong> alla registrazione) cliccare su <strong>Create</strong>. </li>
<li>Accettare ora tutti i termini del servizio e riascoltare il pezzo appena registrato. Scegliere poi una delle tre modalità di ricezione. Ad esempio, in <strong>Download</strong> selezionare il formato <strong>IPhone</strong> e cliccare sul pulsante <strong>Download</strong> per scaricare la suoneria sul PC. Collegare quindi il proprio IPhone al computer e trasferire la suoneria tramite, in questo caso, <strong>ITunes</strong>.</li>
<li>E&#8217; possibile condividere con tutti gli amici di <strong>Facebook</strong> o <strong>twitter</strong> la suoneria appena creata. Per fare questo andare in <strong>Share Ringstone</strong> e quindi dare un nome alla suoneria, cliccare poi su <strong>Save</strong>. Si otterrà così in <strong>Share</strong> un link personalizzato da poter inviare, tramite posta eletronica, a chiunque dei nostri amici. Se si preferisce invece <strong>pubblicare e condividere</strong> la suoneria sui nostri social network preferiti basta cliccare sulle icone <strong>Facebook</strong> e <strong>Twitter</strong> presenti nel sito, avendo cura di effettuare il <strong>login</strong> ai servizi. Buon divertimento!</li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><a href="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/06/tube2tone.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="aligncenter size-full wp-image-7332" title="tube2tone" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/06/tube2tone.jpg" alt="" width="278" height="109" /></a></p>
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		<title>Glossario del come e del perche dei termini tecnici foto, audio, video, cosa significa e cosa vogliono dire le sigle tecniche</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con questo articolo vogliamo venire incontro alle numerose domande che i nostri utenti si sono posti riguardo ai termini tecnici più diffusi. Molte volte, la giungla di voci anglosassoni con le quali si descrive un particolare elettronico, piuttosto che una funzionalità, può generare confusione. Pertanto, fiduciosi di fare cosa gradita a tutti, evidenziamo, suddivisi per ordine alfabetico, le voci più frequentemente indicate nei vari articoli di presentazione presenti in rete. La presente pagina sarà in continuo aggiornata. Invitiamo tutti a partecipare con suggerimenti e richieste, al fine di avere un glossario di termini, con le relativo spiegazioni, il più accurato e completo possibile. Grazie find’ora della Vostra gradita collaborazione:  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/03/logo_glossario.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6452 aligncenter" title="logo_glossario" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/03/logo_glossario.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Con questo articolo vogliamo venire incontro alle numerose domande che i nostri utenti si sono posti riguardo ai <strong>termini tecnici</strong> per l&#8217;ambiente <strong>foto, audio e video</strong> più diffusi. Molte volte, la giungla di voci anglosassoni con le quali si descrive un particolare elettronico, piuttosto che una funzionalità, può generare confusione. Pertanto, fiduciosi di fare cosa gradita a tutti, evidenziamo, suddivisi per ordine alfabetico, le voci più frequentemente indicate nei vari articoli di presentazione presenti in rete. La presente pagina sarà in continuo aggiornata. Invitiamo tutti a partecipare con suggerimenti e richieste, al fine di avere un <strong>glossario di termini</strong>, con le relative spiegazioni, il più accurato e completo possibile. Grazie find’ora della Vostra gradita collaborazione.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>1080P &#8211; DISPLAY ALTA DEFINIZIONE</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il formato 1080p è il livello più alto nella gerarchia degli standard per l&#8217;HDTV. Attualmente per quanto riguarda le trasmissioni in <strong>alta definizione</strong> la massima risoluzione utilizzata è di 1080 linee (1920&#215;1080 <strong>pixel</strong>) ma in formato interlacciato (1080i). 1080p denota invece un formato progressivo. Sono stati definiti diversi formati 1080p con diversa frequenza di quadro: 24p, 25p, 30p, 50p e 60p. Da notare che un segnale 1080@24p occupa approssimativamente la stessa banda di un segnale 1080i a 50 Hz.</p>
<p>Sia i dischi <strong>HD DVD</strong> che quelli <strong>Blu-ray Disc</strong> contengono video codificato in 1920&#215;1080 <strong>pixel</strong> in formato progressivo a 24 frame al secondo. Tutti i lettori <strong>Blu-ray Disc</strong> e <strong>HD DVD</strong> che supportano l&#8217;uscita 1080p, sono anche in grado di convertire il formato 24p in un segnale a 60 frame progressivi al secondo, applicando cioè una sorta di pulldown (vedi <strong>deinterlacer</strong>). Il risultato è una leggera scattosità nell&#8217;immagine specie sui panning laterali. Da segnalare che il video convertito dai lettori HD o il 1080p creato dall&#8217;<strong>upscaling</strong> di normali DVD, sono attualmente gli unici esempi di video 1080p a 50 o 60 Hz. Allo stato attuale non esistono sorgenti che nativamente supportano video a 1080p a frequenze di quadro superiori ai 24 Hz.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>4G</strong></p>
<p style="text-align: left;">Nell&#8217;ambito della telefonia mobile con il termine 4G (acronimo di 4th (fourthGeneration) si indicano, relativamente a tale campo, le tecnologie e gli standard di quarta generazione per le quali lo stato dell&#8217;arte al 2006 è a livello di prototipi, e non più solo di studi o teorie. Ad esempio la NTT DoCoMo, il più importante operatore mobile giapponese, è riuscita a testare, nel settembre del 2005, lo streaming video di ben 32 filmati ad alta definizione su un nuovo terminale connesso ad un mini-network 4G. Uno degli aspetti interessanti è che i test sono stati effettuati all&#8217;interno di un&#8217;autovettura in movimento che si spostava alla velocità di 20 km/h: a tale velocità, la riproduzione non è stata interrotta. I tecnici giapponesi hanno dichiarato che i nuovi terminali sono in grado di ricevere fino ad un massimo di 100 Megabit/s in movimento e 1 Gigabit/s in posizione statica: in pratica il contenuto di un normale DVD video potrebbe essere scaricato in quasi un minuto da un terminale connesso ad una rete 4G; un decisivo salto prestazionale, se paragonato alle attuali performance della tecnologia di terza generazione (o 3G) che supporta velocità di connessione fino ad un massimo di 3 Mb/s (ad esempio, per lo standard CDMA 2000) o 14,4 Megabit/s (per l&#8217;HSDPA). Sebbene il progetto 4G sia ancora in fase sperimentale, l&#8217;utilizzo della tecnologia Variable-Spreading-Factor Spread Orthogonal Frequency Division Multiplexing (VSF-Spread OFDM) sembra ormai essersi dimostrata una scelta vincente. La notevole velocità di download è permessa, infatti, dall&#8217;utilizzo di frequenze radio-mobili multiple, in grado di veicolare lo stesso segnale dati. L&#8217;incremento della capacità, invece, è il frutto dell&#8217;utilizzo della tecnologia multiple-input-multiple-output (MIMO), in grado di far ricevere ad uno stesso terminale mobile dati provenienti da più centraline. Il gruppo di lavoro chiamato Next Generation Mobile Networks (NGMN), formato da alcuni dei maggiori operatori di telefonia mobile, stabilirà le norme per la costruzione della futura rete, basata su una architettura a commutazione di pacchetto, che consentirà la transazione graduale verso una rete IP delle reti 2G e 3G. La tecnologia 4G dovrebbe poter essere disponibile, a livello commerciale, dal 2010.</p>
<p><strong>5.1 – sistema acustico per amplificatore Home Theatre</strong></p>
<p>Un sistema acustico 5.1 è composto da sei diffusori: il centrale viene collocato sopra o sotto il televisore, i frontali a destra e a sinistra del TV e i diffusori surround dietro la posizione dell&#8217;ascoltatore. Infine, il subwoofer, si occupa della riproduzione di un canale speciale, denominato”.1” (o &#8220;LFE&#8221;), dedicato alla gamma bassa. (Ecco perché il punto prima del numero 1 che sta a significare appunto che è presente 1 canale per i toni superbassi -  non superiori alla soglia dei 200Hz)</p>
<p><strong>802.11b, 802.11g, 802.11n, standard comunicazione Wi-Fi</strong></p>
<p>Le reti Wi-Fi, che permettono il trasferimento di dati senza fili, utilizzano protocolli di trasmissione la cui capacita può variare. Il protocollo 802.11b, varato nel 1999, poteva trasportare 11 Mbit di dati al secondo. Il suo successore, l&#8217;802.11g, ufficializzato nel 2OO3, è molto più potente, con 54 Mbit di dati al secondo, e quindi più adatto per uno streaming video. Attualmente sono già in commercio dispositivi che utilizzano il protocollo 802.11n, che diventerà ufficiale probabilmente solo l&#8217;anno prossimo, e che può arrivare a 248 Mbit al secondo, sufficienti anche per i video ad alta definizione.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “A”</h3>
<p><strong>AACS</strong></p>
<p>Acronimo di Advanced Access Content System (sistema avanzato di accesso ai contenuti). Si tratta di una tecnica di crittografia applicata ai dischi Blu-ray e ai DVD di nuova generazione, che dovrebbe essere più difficile da decifrare rispetto alla CSS adottata dai DVD (anche se di fatto è già stata da tempo decriptato anche questo codice). I sistemi che adottano l&#8217;AACS devono avere delle limitazioni alla risoluzione possibile sulle uscite analogiche, in modo che non sia possibile utilizzarle per &#8220;rubare&#8221; immagini a risoluzione piena.</p>
<p><strong>Aberrazione ottica</strong></p>
<p>L&#8217;aberrazione ottica è il risultato delle differenze tra i principi che sostengono l&#8217;ottica geometrica e la realtà. È la differenza, non solo proporzionale tra l&#8217;immaigine proveniente dall&#8217;esterno di un sistema ottico e quella in uscita dallo stesso. La visualizzazione finale all&#8217;interno della mente dipende poi anche dal sistema nervoso dell&#8217;osservatore, che elabora le informazioni portate dalla luce. Un altro elemento abberrante può essere il punto dove viene riprodotto l&#8217;immagine in un sistema &#8220;ottico&#8221; in cui si aggiunge anche questo tipo elemento tra il sistema puramente ottico e l&#8217;osservatore.</p>
<p><strong>ACPI</strong></p>
<p>Advanced Configuration and Power Interface (interfaccia avanzata per la configurzione e per il consumo energetico). tramite l&#8217;ACPI, il sistema operativo può disattivare in modo mirato, alcuni componenti per risparmiare energia</p>
<p><strong>Ambilight</strong></p>
<p>Sigla di Ambient Lighting Technology (tecnologia di illuminazione dell&#8217;ambiente). È un sistema creato da Philips per diffondere all&#8217;esterno dello schermo televisivo effetti luminosi il cui colore si armonizza con quello dell&#8217;immagine. La versione più recente, Ambilight Active Frame, sfrutta 126 LED disposti a bordo schermo. Secondo Philips, questo tipo di illuminazione permette un maggiore coinvolgimento ed è più riposante per gli occhi. Noi riteniamo tuttavia non effettivamente redditizia in termini qualitativi e, per certi versi, a volte fastidiosa.</p>
<p><strong>Amoled</strong></p>
<p>Acronimo di “active matrix organic light emitting diode” (Diodo organico a emissione di luce a matrice attiva) o in sigla AMOLED è una tecnologia per schermi piatti flessibili. Fanno parte degli OLED, ovvero dei LED organici, ed hanno la particolarità di costituire un display a matrice attiva. Nel caso di display a matrice attiva, una struttura di transistor è integrata nel display. Tale struttura è composta da almeno due transistor per ciascun pixel. Questi transistor sono connessi in sequenza alle linee anodiche e catodiche e sono in grado di tenere attivo ciascun pixel fino al periodo di scansione successivo. I display OLED a matrice attiva sono più complessi e quindi più costosi, ma offrono immagini più luminose e definite che quelli di tipo passivo.</p>
<p><strong>ANSI Lumen</strong></p>
<p>Unità di misura della luminosità delle immagini. In una stanza bene oscurata, 6OO ANSI lumen sono sufficienti per riprodurre un film con una buona qualità e un&#8217;immagine larga circa due metri.</p>
<p><strong>Antialiasing</strong></p>
<p>L&#8217;antialiasing (delle volte abbreviato con AA) è una tecnica per ridurre l&#8217;effetto <em>aliasing</em> (in italiano, scalettatura, gradinatura o scalettamento) quando un segnale a bassa risoluzione viene mostrato ad alta risoluzione. L&#8217;antialiasing ammorbidisce le linee smussandone i bordi e migliorando l&#8217;immagine. Le schede video dei nostri PC lavorano con triangoli e linee che, per essere mostrati, devono essere <em>campionati</em> (sampling). Questa è la fase dove vengono stabiliti i colori dei singoli pixel e che produce le scalinature tra gli oggetti finali. Durante la campionatura al pixel viene assegnato un solo colore prendendo come riferimento il suo centro; se un pixel appartiene ad una linea che delimita due campi, anche in questo caso prevale il colore del campo a cui appartiene il centro del pixel. Per questo motivo su linee oblique, zone con alta differenza di colore o sui bordi netti si forma l&#8217;effetto alias. Per questo nella maggior parte dei casi (generalmente a livello hardware), l&#8217;immagine viene campionata come se invece di un singolo pixel ce ne fossero di più e al pixel finale viene assegnato il colore medio (supersampling). L&#8217;attivazione dell&#8217;effetto così chiamato Antialiasing nei videogiochi comporta però (nella maggioranza dei casi) una diminuzione del frame rate sviluppato dalla scheda video, proprio a causa della grande quantità di dati che quest&#8217;ultima si trova a gestire.</p>
<p><strong>Antiskating</strong></p>
<p>Nei giradischi la rotazione del disco fa si che la puntina venga spinta verso l’esterno dei disco. Il sistema antiskating serve a compensare questa spinta consentendo una riproduzione uniforme del suono.</p>
<p><strong>Artefatti digitali</strong></p>
<p>Questo termine indica generalmente una serie di fastidiosi difetti (aloni, macchie di colore, aree quadrettate) introdotti sulle immagini digitali. Molto spesso sono propri dei file AVI (compressi proprio per la divulgazione WEB) che per loro natura tendono ad avere proprio questi difetti, specialmente se registrati in modalità eccessivamente compressa</p>
<p><strong>AVCHD</strong></p>
<p>Sigla di Advanced Video Codec High Definition (codec video avanzato ad alta definizione). È un formato di registrazione per i camcorder le cui acquisizioni possono essere salvate su DVD, disco rigido o schede di memoria. Grazie alla loro efficacia, saranno, nei prossimi anni, sempre più supportati.</p>
<p><strong>AVI</strong></p>
<p>Acronimo di Audio Video lnterleave. Si tratta di un cosiddetto &#8220;formato contenitore&#8221;: i file AVI riuniscono al loro interno un file audio e un file video che, nel loro insieme, costituiscono un filmato con sonoro. Video e audio all&#8217;interno di un file AVI possono essere codificati in formati molto diversi: MPEG 1/-2/-4, WMV, Real Video, Theora o Flash per le immagini, MP3, WMA, Real Audio, Ogg Vorbis, AC3, DTS e FLAC per il sonoro. La qualità finale dipende proprio dalla compressione, più compressione meno qualità, sia video (soprattutto) che audio.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “B”</h3>
<p><strong>Bass reflex</strong></p>
<p>Sui diffusori acustici a struttura chiusa, una parte della sonorità irradiata dai woofer si disperde all&#8217;interno dello chassis e rimane inutilizzata. Se invece la cassa è dotata di una apertura a forma di tubo (Bass reflex), una parte del suono può fuoriuscire e integrare l&#8217;emissione delle basse frequenze. Non sempre tuttavia questa soluzione è la migliore, occorre analizzare con attenzione sia il luogo che la potenza necessaria per il woofer.</p>
<p><strong>Bluetooth</strong></p>
<p>Interfaccia che permette connessioni senza fili, limitatamente a brevi distanze (solitamente un massimo di una decina di metri in un ambiente senza ostacoli). Utilizzato inizialmente nell&#8217;informatica (mouse, tastiere ecc.) e nella telefonia (auricolari), con l&#8217;introduzione del profilo A2DP (riservato all&#8217;audio stereo) Bluetooth viene ora impiegato anche per la trasmissione e ricezione di musica, da lettori MP3, diffusori, sintoamplificatori e cosi via.</p>
<p><strong>Blu-ray</strong></p>
<p>Formato per dischi ottici destinato a diventare il principale mezzo di diffusione commerciale di film in home video, sostituendo il DVD·Video. Rispetto a quest&#8217;ultimo utilizza una forma migliore di compressione video (l’MPEG-4 al posto dell&#8217;MPEG-2) e permette l&#8217;uso di audio di qualità molto superiore (multicanale con compressione non distruttiva e qualità superiore a quella di un CD). Soprattutto, fornisce immagini video ad alta definizione.</p>
<p><strong>BNC</strong></p>
<p>Sigla di Bayonet Neill-Concelman, connettore a baionetta usato come terminali dei cavi coassiali. Viene tuttora utilizzato, in campo professionale ma anche consumer, per la trasmissione dei segnali video.</p>
<p><strong>Bokeh, effetto sfocato</strong></p>
<p>Bokeh &#8211; è dunque un termine che indica, in una fotografia, le zone  sfocate, e per estensione come esse vengono riprodotte dall&#8217;obiettivo. La qualità delle zone sfocate            dell&#8217;immagine, è determinato da diversi fattori. Innanzitutto, poiché la definizione dei dettagli fuori fuoco è minore man mano che si apre il diaframma, ne consegue che lo sfocato è più morbido quando si lavora a grandi aperture, mentre i passaggi sono più netti se l&#8217;apertura diminuisce. A seconda poi del soggetto sfocato, la sua resa può darci alcune informazioni sull&#8217;obiettivo. In generale le alte luci sono più sensibili al bokeh del resto; alte luci perfettamente circolari indicano probabilmente che l&#8217;obiettivo è stato usato a tutta apertura; se sono poligonali, invece, vuol dire che il diaframma è stato chiuso di almeno un valore, e talvolta è possibile addirittura contare quante sono le lamelle del diaframma dell&#8217;obiettivo. Quindi l&#8217;apertura del diaframma ha un&#8217;influenza sul bokeh, ed il numero delle lamelle un&#8217;altra. Anche la posizione del diaframma ha la sua importanza. Riassumendo: lo sfocato in una fotografia è composto di una molteplicità di punti; ed ognuno di questi punti, in realtà, riproduce la forma del diaframma. Ecco perché usando molte lamelle, la forma finale che si ottiene si avvicina di molto a quella circolare, che è la più gradevole all&#8217;occhio.</p>
<p><strong>Bracketing</strong></p>
<p>Procedimento in cui vengono scattate in rapida successione foto dello stesso soggetto con differenti tempi di esposizione. In questo modo si può rimandare a un momento successivo la scelta dei tempo più efficace. Inoltre le serie di foto realizzate col bracketing possono essere utilizzate per realizzare immagini HDR.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “C”</h3>
<p><strong>CCD</strong></p>
<p>Acronimo di Charged Coupled Device (dispositivo di accoppiamento di carica). Si tratta di una tecnologia che permette di creare una superficie fotosensibile su un chip di silicio e che viene impiegata nella fabbricazione di sensori per fotocamere, videocamere e scanner. La tecnologia CCD è ancora la più comune e diffusa per questo genere di utilizzi, anche se esistono tecnologie concorrenti come il CMOS e Foveon.</p>
<p><strong>Calibrazione automatica, audio impianti Home Theatre</strong></p>
<p>Per ottenere effetti surround di buona qualità, è necessario che i diffusori dell&#8217;impianto home theater emettano un suono omogeneo verso la posizione dell&#8217;ascoltatore. Alcuni sintoamplificatori impostano automaticamente i parametri audio grazie a un apposito sistema di setup, altri invece necessitano di calibrazione manuale, che va effettuata con il supporto di toni di prova.</p>
<p><strong>Cassa chiusa</strong></p>
<p>Diffusore privo di aperture verso l&#8217;esterno, a parte quella che viene chiusa dall&#8217;applicazione dell&#8217;altoparlante. Diffusori simili richiedono, a parità di pressione sonora generata, maggiori dimensioni rispetto a quelli di tipo aperto (bass reflex), e per questo sono oggi poco diffusi. Tuttavia possono essere più performanti in ambienti di medie grandi dimensioni, riuscendo ad emettere basse frequenze più controllabili e molto potenti. I trasduttori sono, per la loro natura costruttiva e di ingegnerizzazione, molto più robusti e capaci di sopportare notevoli carichi di corrente.</p>
<p><strong>Common Interface – CI</strong></p>
<p>Molti ricevitori per la TV satellitare, dispongono di uno slot detto Common Interface. Qui va inserito il modulo di decodifica che permette di ricevere i canali criptati delle emittenti a pagamento. Nel modulo va inserita la scheda con i codici che viene distribuita agli abbonati.</p>
<p><strong>Coassiale, cavo</strong></p>
<p>Un cavo coassiale è composto da un conduttore interno isolato avvolto da un conduttore esterno a forma di tubo. Questo lo rende poco sensibile alle interferenze elettromagnetiche esterne. Di conseguenza, questo tipo di connessione viene utilizzata per la trasmissione di segnali audio e video. Cavi e prese coassiali sono molto diffusi per collegare le antenne. I connettori coassiali avvitabili sono solitamente impiegati per il collegamento delle antenne negli impianti satellitari, e nelle connessioni audio digitali.</p>
<p><strong>Cristalli liquidi</strong></p>
<p>I cristalli liquidi, o per meglio dire &#8220;le proprietà liquido-cristalline possedute da alcuni composti organici”, furono scoperti nel 1888 dal botanico austriaco Friedrich Reinitzer. Reinitzer si accorse che riscaldando del benzoato di colesterile questo dapprima diventava opaco, per poi schiarirsi al progressivo alzarsi della temperatura. Una volta raffreddato, il liquido diventava bluastro e poi cristallizzava. In pratica tali sostanze non passano direttamente dallo stato liquido a quello solido, ma in particolari condizioni sono in grado di organizzarsi in fasi intermedie (mesofasi) che presentano caratteristiche sia dello stato liquido cristallino che di quello solido. Questo dualismo giustifica il termine con cui si indicano questi composti: cristalli liquidi.</p>
<p><strong>CrossOver, filtro</strong></p>
<p>Filtro audio, costituito da una piastra in vetronite (o materiale similare) con componenti elettroni necessari per l’elaborazione del segnale audio, che separa un segnale in intervalli di frequenza distinti, per poi inviarli ad altoparlanti specializzati  nel riprodurre frequenze alte, medie o basse (tweeter, midrange, woofer). I diffusori che montano più altoparlanti hanno un crossover interno che suddivide tra loro le frequenze.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “D”</h3>
<p><strong>Diaframma</strong></p>
<p>Indica le dimensioni dell&#8217;apertura attraverso la quale passa la luce prima di arrivare alla pellicola o al sensore. Più basso è il valore di diaframma, maggiore sarà |&#8217;apertura. Valori di diaframma bassi consentono tempi di esposizione molto brevi, ma accorciano l&#8217;area di messa fuoco.  (vedi anche effetto bokeh)</p>
<p><strong>Deep Color</strong> </p>
<p>Normalmente per definire ciascuna delle tre componenti del colore in un segnale video si utilizzano otto cifre digitali (bit), il che rende possibile far variare ciascuna di esse tra 0 e 255. Le specifiche dello standard HDMI nella versione più recente (1.3) prevedono la possibilità di definire le componenti di colore con maggiore precisione, usando 10, 12 o 16 cifre decimali. In tal caso si parla di deep color, cioè di &#8220;colore profondo&#8221;, che permette di distinguere tra un numero molto maggiore di sfumature, con immagini più realistiche.</p>
<p><strong>DEINTERLACCIAMENTO &#8211; DEINTERLACER</strong></p>
<p>Tipicamente un segnale televisivo interlacciato ritrae in ciascun semiquadro un diverso istante temporale. In questo caso per deinterlacciare il segnale è necessario ricreare per ciascun semiquadro le linee mancanti. Ciò può avvenire in diversi modi: attraverso un banale raddoppio delle linee (in cui ciascuna linea viene duplicata), con sofisticati algoritmi di interpolazione, oppure ancora tramite algoritmi adattativi che, analizzando il moto da un fotogramma all’altro, sono in grado di unire tra loro porzioni statiche di diversi semiquadri a tutto favore della <strong>risoluzione verticale</strong>. Tutti questi metodi definiscono la così detta <strong>modalità video</strong> di deinterlacciamento (o BOB mode).<br />
Caso diverso rappresenta il video realizzato a partire da materiale cinematografico. In questo caso il deinterlacer (il componente che si occupa dell’operazione di deinterlacciamento) può trarre vantaggio dalla particolare struttura del segnale: se il deinterlcaer è in grado di riconoscere la presenza di materiale cinematografico può infatti semplicemente unire correttamente i semiquadri tra di loro recuperando i fotogrammi originali della pellicola ottenendo il massimo della <strong>risoluzione verticale</strong> possibile. Questo metodo prende tipicamente il nome di <strong>modalità film</strong> o di <strong>pulldown inverso</strong>.</p>
<p><strong>DNLA</strong></p>
<p>La Digital Living Network Alliance (DLNA) è una collaborazione internazionale fra industrie di computer e compagnie di apparati mobili, con l&#8217;obiettivo di sviluppare uno standard comune per la comunicazione su rete locale di molteplici dispositivi audio e video. Lo standard DLNA è attualmente adottato da oltre 250 aziende; fra i fondatori della collaborazione si possono citare Intel, LG Electronics, Microsoft, Panasonic, Pioneer; Philips, Sharp, Sony e Toshiba. Le specifiche sono per gran parte basate su standard già esistenti quali gli standard internet TCP/IP per la connessione dei dispositivi e UPnP per la condivisione delle risorse. Lo standard DLNA distingue tra due classi di dispositivi, i cosiddetti DMS o Digital Media Server e i DMP o Digital Media Player. I DMS sono gli apparecchi che ospitano file multimediali e che li condividono in rete con i DMP che li prendono dalla rete e li riproducono. La rete può essere cablata o senza fili.</p>
<p><strong>Docking Station</strong></p>
<p>Termine che indica una piattaforma cui collegare dispositivi portatili, allo scopo di ricaricarli e/o di collegarli a dispositivi fissi. Per esempio, una docking station per una fotocamera può consentire di ricaricarne la batteria e di connetterla al computer per lo scaricamento delle foto. Molto diffuse sono le docking station per iPod o altri lettori MP3, che consentono di ascoltare la musica che contengono attraverso i diffusori incorporati.</p>
<p><strong>Dolby Digital/AC3</strong></p>
<p>È uno standard che consente la codifica di tracce audio da 1.0 a 5.1 canali (in quest&#8217;ultimo caso, dedicato alle basse frequenze). Il suono viene compresso, in quanto si tralasciano alcune informazioni non rilevanti. È una codifica di base del formato DVD-Video e prevede anche una versione avanzata a 6.1 canali, il DD EX.</p>
<p><strong>Domotica</strong></p>
<p>Insieme delle tecnologie che permettono di controllare a distanza e centralizzare varie attività relative all&#8217;abitazione, quali l&#8217;illuminazione, la climatizzazione, la diffusione di musica, l&#8217;apertura di porte e finestre e la gestione della sicurezza e delle emergenze.</p>
<p><strong>DRM (Digital Rights Management)</strong></p>
<p>Sigla che significa &#8220;gestione dei diritti digitali&#8221;. Indica i sistemi con cui le case discografiche e cinematografiche limitano la possibilità di copiare o riprodurre un file audio o video.</p>
<p><strong>DSP</strong></p>
<p>Quasi tutti i sintoamplificatori di recente produzione dispongono di modalità surround basate su filtri DSP (Digital Siqnal Processing). Essi simulano l&#8217;acustica di ambienti reali (stadi, teatri, club) e la applicano alla musica riprodotta, riproducendo quindi virtualmente l’acustica del luogo sul quale si basano gli algoritmi di calcolo dell’ambiente stesso.</p>
<p><strong>DTS </strong></p>
<p>È un sistema (Digital Theater System) per la codifica audio multicanale simile al Dolby Digital 5.1, rispetto al quale utilizza una compressione dei dati meno esasperata e offre di conseguenza una maggiore qualità. Il DTS prevede anche una codifica a 6.1 canali: il DTS—ES.</p>
<p><strong>DVB-C/T/S</strong></p>
<p>La sigla DVB indica la televisione trasmessa in digitale. Le lettre successive invece, informano sulle modalità di trasmissione: DVB-C significa TV digitale via cavo, DVB-T è il digitale terrestre tramite antenna normale e DVB-S invece indica la trasmissione via satellite. Per tutte le modalità di trasmissione è possibile installare una scheda TV all&#8217;interno del PC. I ricevitori USB (tramite chiavetta) sono disponibili principalmente per il formato di trasmissione DVB-T. </p>
<h3>BLOCCO LETTERA “E”</h3>
<p><strong>EPG</strong></p>
<p>Guida elettronica ai programmi, funzione che permette di consultare i palinsesti dei canali televisivi digitali, presente su molti ricevitori per la televisione satellitare e i per il digitale terrestre.</p>
<p><strong>Equalizzatore</strong></p>
<p>Dispositivo che permette di aumentare o diminuire il volume con cui vengono riprodotte determinate bande di frequenza. Si distinguono equalizzatori grafici, in cui le bande sono fisse, e parametrici, in cui si può determinarne posizione e ampiezza.</p>
<p><strong>Esposizione,tempo di</strong></p>
<p>In fotografia, è il lasso di tempo durante il quale la luce arriva sul sensore (o sulla pellicola). Un tempo di esposizione troppo lungo aumenta considerevolmente il rischio che la foto risulti mossa.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “F”</h3>
<p><strong>Fase </strong></p>
<p>Un&#8217;onda sonora è un&#8217;alternanza di fasi di compressione e decompressione del mezzo in cui viaggia. Quando le fasi di due segnali audio coincidono, si dice che sono &#8220;in fase&#8221;, e si rinforzano. Se sono opposti si dicono &#8220;in controfase&#8221;, e si indeboliscono a vicenda. Diffusori non in fase possono causare un decremento delle prestazioni di un sistema audio.</p>
<p><strong>Firmware</strong></p>
<p>È il software precaricato all&#8217;interno di un dispositivo elettronico, che ne consente il funzionamento. Di solito il firmware risiede all&#8217;interno di un chip di memoria permanente (ROM: Read Only Memory). Alcuni dispositivi consentono l’aggiornamento del firmware per eliminare errori e malfunzionamenti o introdurre nuove capacità.</p>
<p><strong>FLAC</strong></p>
<p>Sigla di Free Lossless Audio Codec. Si tratta di un codec lossless (senza perdita) di libera distribuzione, che permette di ridurre di circa il 46% la dimensione dei file audio senza introdurre alcun peggioramento della qualità. Molto usato dagli audiofili, il formato FLAC si sta lentamente diffondendo all&#8217;interno dei dispositivi audio in grado di riprodurre la musica contenuta in lettori MP3 o dischi di rete.</p>
<p><strong>Focale &#8211; lunghezza</strong></p>
<p>È la distanza tra la lente di un sistema ottico e il piano focale. Quest&#8217;ultimo è quello su cui il sistema fa convergere la luce proveniente da una sorgente posta all&#8217;infinito. Dalla lunghezza focale dipende l&#8217;angolo di campo. Se è breve (28-35 mm) si ha un angolo molto ampio (obiettivo grandangolare), mentre se e lunga si ha un angolo ristretto (teleobiettivo). Nelle fotocamere digitali le lunghezze focali sono più brevi che in quelle analogiche; solitamente non viene quindi riportato il loro valore effettivo, bensì lo si moltiplica per un fattore (1,5) per consentire il paragone con le fotocamere analogiche.</p>
<p><strong>FULL- HD TV IN ALTA DEFINIZIONE 1920X1080 pixel</strong></p>
<p>Solo da poco più di un anno stanno cominciando a diffondersi display chiamati full HD. Ma cosa sono? Si tratta di display <strong>HD Ready</strong> che presentano una <strong>risoluzione nativa</strong> di 1920&#215;1080 <strong>pixel</strong> e che quindi sono in grado di riprodurre il formato <strong>HDTV</strong> 1080i senza alcun tipo di rescaling anche se rimane comunque necessario effettuare un deinterlacciamento. Molti tra i primi esemplari di televisori full HD non sono invece in grado di accettare in ingresso un segnale 1080 progressivo a 50 o 60 Hz o <strong>1080p</strong>. Questo perché l&#8217;elettronica di bordo non è in grado di processare questo tipo di segnale che richiede una quantità di dati elevatissima. D&#8217;altra parte trasmissioni a 1920&#215;1080 <strong>pixel</strong> in formato progressivo a 50 e 60 Hz non sono ancora disponibili in alcun paese. Fino a poco tempo fa le uniche sorgenti in grado di offrire in segnale <strong>1080p</strong> a 60 Hz erano i PC e i Media Center. Oggi però anche i lettori Blu-ray e <strong>HD DVD</strong>, anche se i contenuti sono registrati a 24 fotogrammi al secondo, sono in grado di offrire un segnale <strong>1080p</strong> a 60 Hz, rendendo la compatibilità con il formato <strong>1080p</strong> di primaria importanza per un display full HD che si rispetti. Da segnalare inoltre che sempre alcuni lettori di supporti in <strong>alta definizione</strong>, <strong>HD DVD</strong> e Blu-ray, daranno in futuro la possibilità di offrire sull&#8217;uscita <strong>HDMI</strong> anche un segnale <strong>1080p</strong> a 24 fotogrammi al secondo.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “G”</h3>
<p><strong>Grandangolare</strong></p>
<p>Obiettivo la cui lunghezza focale è di 35 mm o inferiore (nel caso di sensore 24&#215;36 mm, o ricalcolata nel caso di sensori più piccoli). Un obiettivo grandangolare permette di scattare foto a soggetti estesi anche da distanza ravvicinata, ed è particolarmente utile negli interni.</p>
<p><strong>Letterbox</strong></p>
<p>Letteralmente traducibile in <em>buca delle lettere</em>, è la locuzione che si usa, principalmente nel campo dell&#8217;Home entertainement, per indicare una visione televisiva con <em>&#8220;bande nere&#8221;</em> (in inglese <em>matte</em>) sopra e sotto l&#8217;immagine, risultante in un TV oppure un monitor cui l&#8217;aspect ratio (l’aspetto dell’immagine nativa) è superiore al formato nativo dell&#8217;immagine. Un&#8217;immagine in formato 2,35:1, 1,85:1 o 1,78:1 (16/9) sarà sempre <em>letterbox</em> in un televisore 4/3 mentre l&#8217;immagine 1,78:1 in un televisore 16/9 risulterà widescreen (vedi nota) &#8211; Viene dunque sfruttata tutta la larghezza del video e non si ha perdita di immagine. Alternativa al Letterbox è il Pan &amp; scan dove viene sfruttata tutta l&#8217;altezza del video e l&#8217;immagine viene tagliata ai bordi se più grande, si ha dunque perdita di immagine. Spesso il letterbox viene confuso con l&#8217;anamorfico poiché anche in questa situazione, nei televisori 16/9 i formati 1,85:1 e 2,35:1 si vedono con le <em>bande nere</em> sopra e sotto (vedi immagine a lato), ma pur non trattandosi di <em>letterbox</em> effettivo, così viene lo stesso chiamato invece di <em>anamorfico</em> semplicemente. Ci si accorgerà della differenza (specialmente di qualità video) se si compareranno due DVD di film, uno registrato con lente anamorfica e l&#8217;altro no, ma entrambi ad esempio in formato 2,35:1. Il primo si adatterà al televisore 16/9 in maniera naturale (pur se con le bande nere sopra e sotto, quindi in <em>letterbox</em>), il secondo invece risulterà <em>&#8220;schiacciato&#8221;</em> e pertanto per vederlo nel corretto rapporto 1:1 sarà necessario zoomare l&#8217;immagine con conseguente perdita di qualità.<br />
Descriviamo meglio la differenza tra i concetti <em>letterbox di un formato video nativo codificato in 4/3</em> e <em>letterbox di un formato video nativo codificato in anamorfico</em>. Nell&#8217;esempio che segue prendiamo in esame un film il cui formato cinematografico originale sia 2,35:1. Bene, il video del film può avere una trasposizione in DVD sia utilizzando l&#8217;originaria codifica anamorfica (dato per ammesso che il film sia stato girato con lente) e in questo caso di parla di formato 2,35:1 anamorfico, sia non utilizzandola, quindi di fatto ottimizzandolo esclusivamente per l&#8217;uso nei televisiori in 4/3 e in questo caso di parla di formato 2,35:1 letterbox.<br />
-Un dvd in formato 2,35:1 anamorfico su un televisore 4/3 si vedrà in <em>letterbox</em> con due <em>bande nere</em> sopra e sotto l&#8217;immagine e l&#8217;immagine centrale avrà il corretto <em>aspect ratio</em>, cioè non presenterà aberrazioni<br />
-Un dvd in formato 2,35:1 letterbox su un televisore 4/3 si vedrà in <em>letterbox</em> con due <em>bande nere</em> sopra e sotto l&#8217;immagine e l&#8217;immagine centrale avrà il corretto <em>aspect ratio</em>, cioè non presenterà aberrazioni (vedi nota)<br />
-Un dvd in formato 2,35:1 anamorfico su un televisore 16/9 si vedrà in <em>letterbox</em> con due <em>bande nere</em> sopra e sotto l&#8217;immagine e l&#8217;immagine centrale avrà il corretto <em>aspect ratio</em>, cioè non presenterà aberrazioni<br />
-Un dvd in formato 2,35:1 letterbox su un televisore 16/9 si vedrà in <em>letterbox</em> con due <em>bande nere</em> sopra e sotto l&#8217;immagine e l&#8217;immagine centrale non avrà il corretto <em>aspect ratio</em>, quindi presenterà aberrazioni ovvero si vedrà “<em>schiacciata&#8221; </em>Quanto sopra descritto spiega perché sia meglio parlare di <em>anamorfico</em> e non di <em>letterbox</em> per i televisori a 16/9.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “H”</h3>
<p><strong>HDCP</strong></p>
<p>Il protocollo High-Bandwidth-Content-Protection, codifica il segnale video in uscita verso il monitor. Quest&#8217;ultimo, se dispone di un chip HDCP, provvederà a decifrarlo, Il sistema protegge dalle copie illegali soprattutto di film.</p>
<p><strong>HD DVD</strong></p>
<p>Standard ad alta definizione che si proponeva di rimpiazzare i DVD, concorrente del Blu-ray. Rispetto a quest&#8217;ultimo, ogni strato del supporto ottico ha una capienza inferiore (15 GB contro 25),ma presenta costi più contenuti per la realizzazione di supporti e meccaniche di lettura. Abbandonato dalle principali case produttrici, è ormai in via di sparizione.</p>
<p><strong>HDMI</strong></p>
<p>La High Definition Multimedia interface è una connessione digitale per i segnali audio e video usata nei lettori DVD, negli schermi e nei videoproiettori di ultima generazione. Può trasmettere in digitale segnali video (anche ad alta definizione fino a 1080p) e audio multicanale (fino al PCM 7.1).</p>
<p><strong>HDR</strong></p>
<p>Sigla di High Dynamic Range (spettro dinamico elevato). Si tratta di immagini in cui lo spettro dinamico (cioè la differenza tra la massima e la minima luminosità rappresentabili) eccedono quella consentita dai sensori delle fotocamere. Per realizzare un&#8217;immagine HDR si utilizzano normalmente serie di foto scattate a esposizioni diverse, che vengono combinate per formare un&#8217;immagine unica.</p>
<p><strong>HD READY 1080P</strong></p>
<p>La certificazione <strong>HD Ready</strong> <strong>1080p</strong> è stata varata dall&#8217;EICTA il 30 agosto 2007 con lo scopo di spazzare via la confusione creata dalla crescente presenza sul mercato di loghi, introdotti da diversi produttori, aventi lo scopo di indicare quei display dotati di risoluzione full HD, o 1920&#215;1080 <strong>pixel</strong>. L&#8217;intenzione dell&#8217;EICTA non è solo quello di uniformare la <strong>definizione</strong> di TV full HD con un logo comune a tutta l&#8217;industria, ma, sulla falsa riga di quanto è stato fatto con il logo <strong>HD Ready</strong>, definire anche dei requisiti minimi affinché un display possa dirsi veramente full HD. I requisiti sono decisamente più stringenti rispetto a quelli della semplice certificazione <strong>HD Ready</strong> e pongono l&#8217;accento <strong>sulla reale capacità da parte del display di visualizzare un segnale 1920&#215;1080</strong> nella sua interezza.<br />
Vediamo nel dettaglio quali sono questi requisiti:</p>
<ul>La minima <strong>risoluzione nativa</strong> del display deve essere di 1080 linee fisiche. Nella direzione orizzontale deve invece avere un minimo di 1920 <strong>pixel</strong>;Il display deve essere in grado di visualizzare tutti i segnali obbligatori (specificati in seguito) nel corretto rapporto d&#8217;aspetto <strong>senza deformazioni</strong>;Il display deve avere una modalità che permette di visualizzare tutta l&#8217;immagine utile, <strong>senza alcun tipo di <strong>overscan</strong> o underscan</strong>, dei segnali HD obbligatori supportati che hanno una <strong>definizione</strong> di 1920&#215;1080 (1080i e <strong>1080p</strong>) ricevuti in formato digitale;</p>
<p>Il display può riprodurre qualsiasi dei formati video <strong>1080p</strong> con lo stesso frame rate o superiore, ma utilizzando al minimo 1080 linee in combinazione a 1920 <strong>pixel</strong> nella direzione orizzontale;</p>
<p>Il display deve accettare segnali in <strong>alta definizione</strong> su connessioni <strong>component</strong> YPbPr e HDMI/DVI;</p>
<p>Il collegamento <strong>component</strong> <strong>analogico</strong> deve accettare i seguenti segnali:<br />
<em>1280&#215;720 @ 50 e 60Hz progressivo</em> (<strong>720p</strong>)<br />
<em>1920&#215;1080 @ 50 e 60Hz interlacciato</em> (<strong>1080i</strong>)<br />
Il collegamento digitale <strong>HDMI</strong> o <strong>DVI</strong> deve supportare i seguenti segnali video:<br />
<em>1280&#215;720 @ 50 e 60Hz progressivo</em> (<strong>720p</strong>)<br />
<em>1920&#215;1080 @ 50 e 60Hz interlacciato</em> (<strong>1080i</strong>)<br />
<em><strong>1920&#215;1080 @ 24, 50 e 60Hz</strong> progressivo</em> (<strong>1080p</strong>)</p>
<p>La connessione digitale (HDMI o <strong>DVI</strong>) deve essere compatibile con la <strong>protezione dei contenuti HDCP</strong>.</p>
<p>Come si può notare la certificazione è assai più rigida rispetto alla semplice <strong>HD Ready</strong>. In primo luogo viene messo un vincolo alla <strong>risoluzione orizzontale</strong>. Mentre un TV <strong>HD Ready</strong> doveva necessariamente avere una <strong>risoluzione verticale</strong> di 720 linee, <strong>nessun vincolo era posto alla risoluzione orizzontale</strong>, tanto che molti display <strong>HD Ready</strong> hanno una <strong>risoluzione orizzontale</strong> inferiore ai 1280 <strong>pixel</strong> del formato 720p.<br />
In secondo luogo viene finalmente specificato in maniera chiara e autorevole l&#8217;obbligo da parte del display certificato di poter <strong>visualizzare i formati 1920&#215;1080 senza alcun rescaling del segnale</strong> e quindi alla <strong>risoluzione nativa</strong>. Lo stesso punto è però ambiguo quando parla di underscan. Se in futuro arriveranno sul mercato display con risoluzione superiore ai <strong>1080p</strong>, tecnicamente ciò comporterebbe l&#8217;obbligo di una visualizzazione senza scaling a tutto schermo dei segnali full HD.<br />
Infine vale la pena di sottolineare la scelta di includere tra i requisiti minimi il supporto del formato <strong>1080p</strong> a 24 HZ, anche se il punto 4 funge da salvacondotto per quei display che non sono in grado di visualizzare nativamente un segnale a questa <strong>frequenza di quadro</strong>, permettendo la conversione ad un frame rate superiore e non necessariamente multiplo intero.</ul>
<p><strong>HDTV (High Definition Television)</strong></p>
<p>Televisione ad alta definizione. È una tecnologia che dà immagini più definite e di qualità migliore rispetto all&#8217;attuale standard, il PAL.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “I”</h3>
<p><strong>ID3</strong></p>
<p>All&#8217;intern0 di un file musicale in formato MP3 è possibile inserire, oltre alla musica, anche dati come il titolo del brano e il nome dell’interprete. Questa parte del file viene definita &#8220;tag&#8221;, e lo standard seguito per scriverla è detto appunto ID3.</p>
<p><strong>Impedenza</strong></p>
<p>Questo valore, espresso in Ohm, deve essere compatibile con il carico gestibile dall&#8217;amplificatore o dal sintoampli. Se uno speaker ha un valore di impedenza media inferiore a quello minimo supportato dall’amplificatore, quest&#8217;ultimo ai volumi più alti può surriscaldarsi e subire dei danni. Su retro degli amplificatori è indicata l’impedenza prevista. A tale valore va associato quindi altoparlanti di pari o superiore valore.</p>
<p><strong>Interlacciato, scansione interlacciata</strong></p>
<p>Un segnale video si definisce interlacciato quando tutte le linee di risoluzione di cui è composto non vengono visualizzate in contemporanea, ma alternativamente, prima quelle dispari, poi quelle pari. In questo modo e possibile ottenere una risoluzione maggiore evitando lo sfarfallio (flickering).</p>
<p><strong>Istogramma</strong></p>
<p>Un istogramma è un diagramma in cui il variare di una quantità è rappresentato come una serire di rettangoli o barre di lunghezza variabile allineati lungo un asse. L&#8217;istogramma viene spesso usato dalle fotocamere per visualizzare l&#8217;andamento delle variazioni di luminosità all&#8217;interno della foto. So procede da sinistra a destra andando da un livello minimo ad uno massimo di luminosità, con l&#8217;altezza delle barre a rappresentare il numero di pixel presenti ai vari livelli. Se l&#8217;istogramma appare troppo spostato a sinistra od a destra, è segno rispettivamente, di esposizione insufficiente o sovraesposizione. SE invece è troppo schiacciato verso il centro, è il contrasto ad essere insuficiente.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “K”</h3>
<p><strong>Keystone</strong></p>
<p>Letteralmente &#8220;chiave di volta&#8221; (dalla forma trapezoidale che ha la pietra centrale di un&#8217;arcata). Si tratta di una funzione che i proiettori usano per correggere le deformazioni dell’immagine che si generano quando la direzione della proiezione non è perpendicolare alla parete. La correzione può essere verticale oppure orizzontale.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “L”</h3>
<p><strong>LED-LCD</strong></p>
<p>LED sta per Light Emitting Diode (diodo luminoso), mentre LCD sta per Light Crvstals Display (schermo a cristalli liquidi). L&#8217;unione dei due acronimi definisce televisori LCD in cui la retroilluminazione del pannello non deriva da lampade fluorescenti, ma da una serie di diodi luminosi colorati. Questo accorgimento consente di regolare con precisione l&#8217;emissione di luce nei vari punti del pannello, consentendo colori più realistici e, soprattutto, un contrasto migliore, con &#8220;neri&#8221; che autenticamente non emettono luce. Oltremodo si ha anche un risparmio energetico non di poco conto.</p>
<p><strong>LCD</strong></p>
<p>Si tratta di una tecnologia (Liquid Crystal Display, schermo a cristalli liquidi) implementata tra l&#8217;altro in televisori e videoproiettori. l singoli pixel che compongono le immagini sono contenuti in piccole celle. Queste ultime ricevono una carica elettrica che le rende in grado di filtrare la luce o meno. L&#8217;intero strato di cristalli viene illuminato da una lampada bianca posta sul retro dello schermo. Sulla parte anteriore, invece, si trovano filtri rossi, blu e verdi che provvedono a colorare i punti immagine.</p>
<p><strong>LCoS 4</strong></p>
<p>Sigla di Liquid Crystal on Silicon, cristalli liquidi su silicio. E’ una tecnologia di videoproiezione simile alla DLP, ma che utilizza un chip sul quale al posto dei minuscoli specchi mobili sono montati cristalli liquidi sopra uno sfondo riflettente. La tecnologia LCoS viene utilizzata il più delle volte con tre chip separati, uno per ciascuno dei colori primari, ma esistono anche implementazioni che utilizzano un solo chip.</p>
<p><strong>LipSync</strong></p>
<p>Se si visualizza un film su uno schermo LCD o al plasma, riproducendo contemporaneamente l&#8217;audio su un sistema home theater, spesso le immagini non risultano in sincrono con il sonoro: si sente l&#8217;attore parlare prima che le sue labbra si muovano. Molti sintoamplificatori sono in grado di ritardare l&#8217;audio in modo da riportarlo in sincrono con il video. Questa funzione si chiama LipSync.</p>
<p><strong>Lossless</strong></p>
<p>Letteralmente &#8220;senza perdite&#8221;. Termine che definisce un codec in grado di comprimere un file (di ridurne, cioè, le dimensioni) e poi di invertire l&#8217;operazione senza introdurre cambiamenti, anche minimi, nel contenuto. Un codec lossless riesce a comprimere in maniera minore rispetto ai codec che alterano il contenuto, come per esempio MP3, ma preserva in modo assoluto la qualità.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “M”</h3>
<p><strong>Megapixel</strong></p>
<p>Le immagini digitali sono costituite da tanti piccoli punti, detti pixel. Un megapixel corrisponde a un milione di pixel. La risoluzione massima di un monitor viene calcolata moltiplicando i pixel orizzontali per i verticali. A una risoluzione superiore, però, non corrisponde sempre una migliore qualità delle immagini.</p>
<p><strong>MHP</strong></p>
<p>Sigla di Multimedia Home Platform (piattaforma multimediale casalinga). Standard che permette l&#8217;uso di applicazioni interattive nella televisione digitale terrestre. Per poter funzionare necessita di speciali decoder che, oltre alla ricezione televisiva, siano anche connessi via modem telefonico per consentire l&#8217;invio di informazioni oltre alla ricezione.</p>
<p><strong>MP3</strong></p>
<p>Questa sigla indica il formato audio compresso MPEG-1 Audio Layer 3, particolarmente diffuso in Rete. Permette di memorizzare musica occupando anche un decimo dello spazio necessario da un file nel formato CD, con perdite di qualità molto contenute. Altri formati creati successivamente sono ancora più efficienti nel risparmiare spazio conservando la qualità. Ma MP3 rimane il più diffuso. l file MP3 possono essere riprodotti anche da lettori portatili molto piccoli. Per una maggiore qualità sonora è sempre consigliabile non scendere sotto la soglia dei 128 Kbit.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “N”</h3>
<p><strong>NAS</strong></p>
<p>Sigla di Network Attached Storage, cioè dispositivo di memoria collegato in rete. Si tratta di un&#8217;unita di memoria (solitamente comprendente uno o più dischi rigidi) che non è associata a un singolo computer o dispositivo, ma è accessibile da più utenti contemporaneamente attraverso una rete informatica. I NAS compatibili con gli standard DLNA possono rendere immediatamente accessibili foto, musica e filmati per tutti i dispositivi in rete.</p>
<p><strong>Nit</strong></p>
<p>Unità di misura adottata internazionalmente dai produttori di display LCD per indicare la luminosità. I &#8220;Nit&#8221; sono equivalenti alle &#8220;Candele per metroquadro&#8221; (Cd/m2).</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “O”</h3>
<p><strong>OLED</strong></p>
<p>E’ l&#8217;acronimo di Organic Light Emitting Diode ovvero <em>diodo organico ad emissione di luce</em>. Tecnologia che permette di realizzare display a colori con la capacità di emettere luce propria: a differenza dei display a cristalli liquidi, i display OLED non richiedono componenti aggiuntivi per essere illuminati (i display a cristalli liquidi vengono illuminati da una fonte di luce esterna), ma producono luce propria; questo permette di realizzare display molto più sottili e addirittura pieghevoli e arrotolabili, e che richiedono minori quantità di energia per funzionare. A causa della natura monopolare degli strati di materiale organico, i display OLED conducono corrente solo in una direzione, comportandosi quindi in modo analogo a un diodo; di qui il nome di OLED, per similitudine coi LED. Non ancora economicamente vantaggiosi, sono attualmente presenti in commercio alcuni modelli ma solo con diagonale massima a 15 pollici e dal costo ancora “proibitivo”.</p>
<p><strong>Ottico – vedi anche fibra ottica</strong></p>
<p>Un segnale digitale può essere trasmesso elettricamente, attraverso un cavo coassiale, oppure attraverso una fibra ottica. In questo secondo caso, viene codificato attraverso i lampi emessi da un diodo luminoso che vengono inviati tramite la fibra. La variante più diffuse di questo tipo di connessione è detta Toslink o S/PDlF. Il vantaggio rispetto al cavo coassiale è l&#8217;immunità alle interferenze elettromagnetiche. Lo svantaggio è che il cavo non può essere superiore a 10 metri perché la lunghezza è direttamente proporzionale alla perdita di segnale.</p>
<p><strong>Overscan </strong></p>
<p>Detto anche sovra scansione. L&#8217;Overscan nasce nei televisori a tubo catodico. Poiché le immagini trasmesse dalla TV analogica erano disturbate nella zona periferica, i televisori visualizzavano solo la parte centrale, lasciando fuori i bordi. Dire che un televisore ha un overscan del 10% significa che un decimo della superficie dell&#8217;immagine completa non viene visualizzata. Anche molti televisori digitali applica  no un overscan, sebbene non sia più strettamente necessario. È però spesso possibile disinserirlo.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “P”</h3>
<p><strong>Pentaprisma</strong></p>
<p>Prisma trasparente a base pentagonale, usato nelle fotocamere reflex per rifrangere la luce riflessa dallo specchio ribaltabile, in modo che sia possibile vedere attraverso il mirino l&#8217;immagine inquadrata dall&#8217;obiettivo.</p>
<p><strong>Pillarbox</strong></p>
<p>Quando all&#8217;interno di una trasmissione televisiva in formato 16:9 vengono trasmessi dei contenuti realizzati in formato 4:3, per visualizzare l&#8217;immagine senza tagli è necessario che si creino due bande nere ai lati dello schermo. Questo tipo di visualizzazione (in pratica, l&#8217;opposto del letterbox) è definito Pillarbox.</p>
<p><strong>PIXEL</strong></p>
<p>Contrazione di picture element. il pixel è l&#8217;unità infinitesima che compone l&#8217;immagine digitale, ma nei display digitale rappresenta un singolo punto dello schermo. In pratica in realtà il pixel di un display è costituito da una tripletta di sub-pixel, uno per ciascuno dei colori primari. Il termine è quindi ambiguo in quanto indica sia i punti del segnale video che i punti della matrice che compongono lo schermo e tra i due non è assolutamente detto che ci sia una relazione 1:1. Caso emblematico è quello dei televisori e monitor a tubo catodico che per loro stessa natura non sono dotati di pixel ma solo di linee (continue) di scansione.</p>
<p><strong>Plasma</strong></p>
<p>Lo schermo al plasma, sigla PDP (del corrispondente termine inglese &#8220;plasma display panel&#8221;), è una tipologia di schermi piatti utilizzata per applicazioni video/televisive (tipicamente per realizzare monitor e televisori) con dimensione dell&#8217;immagine normalmente superiore ai 32 pollici.<br />
Lo schermo al plasma è stato inventato nell&#8217;Università dell’Illinois all’Urbana-Champaign da Donald L.Bitzer, H. Gene Slottow, e dallo studente Robert Willson nel 1964 per il PLATO Computer System. Gli originali pannelli monocromatici (di solito arancione o verde, a volte giallo) ebbero un impulso di popolarità negli anni settanta poiché gli schermi erano robusti e non necessitavano né di memoria né di circuiteria elettronica per il <em>refresh</em> dell&#8217;immagine. Seguì negli anni ottanta un lungo periodo di declino delle vendite quando le memorie a semiconduttore resero gli schermi CRT (a tubo catodico) più economici di quelli al plasma. Ciò nonostante, le dimensioni relativamente grandi di uno schermo al plasma e il profilo sottile, resero tali schermi molto attraenti esteticamente. Solo recentemente, il maggior dettaglio nelle scene scure, un minore effetto scia, un più grande spettro di colori e un più ampio angolo visivo, ha reso lo schermo al plasma la forma più popolare per i televisori HDTV, ai danni degli schermi LCD. Per un lungo periodo si è creduto che la tecnologia LCD fosse adatta soltanto per i televisori più piccoli, complice anche l&#8217;impossibilità economica dei display al plasma di scendere in diagonale, e non avrebbe potuto invece competere nel segmento delle grandi diagonali, ovvero dai 40 pollici in su. Tuttavia, da allora, i miglioramenti della tecnologia LCD, complici anche i grandi investimenti in ricerca, hanno fortemente ridotto il gap tecnologico. I prezzi in discesa, le risoluzioni più alte a parità di diagonale, importanti per la HDTV, il peso inferiore, lo spettro dei colori aumentato, ed infine un consumo elettrico inferiore, li rendono competitivi contro gli schermi al plasma in tutti i segmenti di mercato. Già alla fine del 2006 si è notato come gli schermi LCD stiano superando nelle vendite quelli al plasma, particolarmente in quel segmento di 40&#8243; e superiori dove storicamente vi era una forte predominanza di schermi al plasma. Altro trend industriale è il consolidamento dei costruttori di schermi al plasma, con circa cinquanta diversi marchi, ma soltanto cinque grandi produttori. Nel maggio 2008 viene presentato dall&#8217;azienda giapponese Shinoda Plasma un prototipo di televisore al plasma flessibile da 125 pollici spesso 1 millimetro con risoluzione 960&#215;360 pixel. Concorrerà nel mercato degli schermi sottili insieme agli OLED.</p>
<p><strong>Priorità</strong></p>
<p>Le fotocamere più sofisticate (tra cui quasi tutte le reflex) dispongono di programmi automatici che permettono d&#8217;impostare una priorità. In pratica, il fotografo, decide in autonomia il valore di un parametro e, la fotocamera, decide autonomamente il valore di tutti gli altri. Questo consente un&#8217;ampia possibilità di influire sul risultato finale, pur mantenendo la comodità dell&#8217;impostazione automatica da pare della macchina. Le priorità più comuni sono quella in cui il fotografo decide il tempo di esposizione (di solito indicato con la sigla Tv), e quella in cui decide l&#8217;apertura del diaframma (sigla Av), ma ne esistono anche di altre in cui la priorità viene data, per esempio, alla sensibilità oppure alla velocità di scatto. Questi comandi di solito, si trovano in un selettore a &#8220;ghiera&#8221; posto sulla parte superiore del corpo macchina</p>
<p><strong>Progressivo, scansione progressiva</strong></p>
<p>La scansione progressiva è un sistema per la visualizzazione e la trasmissione di immagini in modo che le linee di scansione che le compongono siano scomposte una dopo l&#8217;altra, al contrario di quanto avviene con la scansione interlacciata, dove l&#8217;immagine è suddivisa in due semiquadri, uno contenente le linee pari e l&#8217;altro quelle dispari. Questo sistema risale agli albori della televisione: noto all&#8217;epoca come &#8220;scansione sequenziale&#8221;, era usato nel sistema di scansione meccanica a 240 linee progettato da Baird nel 1936, e anche nelle sue prime trasmissioni sperimentali degli anni venti. Viene oggi utilizzato per molti contenuti ad alta definizione. La scansione progressiva televisiva è comunque diversa da quella in uso nel cinema, dove la pellicola è impressionata, stampata e proiettata senza linee di scansione: ogni punto fotogramma proiettato appare sullo schermo nello stesso momento. La scansione progressiva è usata per il processo di telecinema di materiale in pellicola e la sua registrazione in DVD, per esempio nei formati progressivi 480p a 24 frame per secondo oppure a 576p a 25 frame al secondo. I Vantaggi della scansione progressiva sono:<br />
-La risoluzione verticale è maggiore rispetto a un segnale interlacciato, a parità di numero di fotogrammi per secondo.<br />
-La risoluzione verticale percepita è tradizionalmente indicata da un numero detto coefficiente di Kell. Questo valore non è fisso ma dipende dal sistema di visualizzazione utilizzato. Il coefficiente di Kell di una sorgente progressiva, a parità di display, è maggiore rispetto a una sorgente interlacciata. Una comparazione di un video progressivo con uno interlacciato, a parità di linee di scansione, presenta una risoluzione percepita inferiore in corrispondenza di un numero di fotogrammi al secondo minore.<br />
-Assenza di artefatti visivi dovuti all&#8217;interlacciamento, soprattutto per soggetti in movimento rapido.<br />
-Assenza di antialiasing per ridurre lo sfarfallio. Nel caso di film su DVD e di videogiochi, il video viene sfumato durante il processo di masterizzazione per eliminare i difetti della scansione interlacciata. Di conseguenza, la qualità video non migliora con la scansione progressiva. Un&#8217;ottima soluzione, implementata raramente, consiste nella possibilità di far effettuare l&#8217;antialiasing al sistema di visualizzazione, secondo necessità.<br />
-I risultati di una scalatura del video sono molto migliori rispetto alle sorgenti interlacciate, per esempio da 576p a 1080p. Il processo di scalatura è molto più efficiente se avviene su fotogrammi completi, quindi le sorgenti interlacciate devono essere deinterlacciate prima di essere scalata, e questo può introdurre artefatti.<br />
-I fotogrammi fissi non hanno sfarfallio e sono più facili da acquisire come immagini singole.<br />
Un punto a sfavore della scansione progressiva è che richiede una larghezza di banda maggiore rispetto a una sorgente interlacciata con la stessa risoluzione e frequenza</p>
<p><strong>Proiettore audio &#8211; soundbar</strong></p>
<p>Diffusore contenente numerosi altoparlanti, i cui ritardi audio sono sincronizzati in modo tale da dare l&#8217;illusione che l&#8217;audio provenga da sorgenti poste tutto intorno all&#8217;ascoltatore. Nel 2010 sono usciti in commercio numerose soluzioni, economiche e funzionali, di tale sistema più propriamente chiamato appunto “soundbar (barra di suono). Il vantaggio dei proiettori audio è che possono riprodurre un sonoro surround senza necessità di porre diffusori dietro alla postazione di ascolto.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “R”</h3>
<p><strong>RAW</strong> </p>
<p>In fotografia, il termine Raw indica i file che vengono prodotti da una fotocamera riportando fedelmente i dati del sensore, senza alcun tipo di compressione o elaborazione. I fotografi professionisti usano questo formato per elaborare le immagini successivamente allo scatto, senza che vada perso alcun dato, come invece accade con il formato JPG. Raw è anche una modalità che può essere impostata in un lettore DVD relativamente alla connessione HDMI. Essa comporta la trasmissionedell&#8217;audio cosi come e contenuto nel DVD, e etichettato come Bitstream. La maggior parte dei televisori e anche alcuni dei primi sintoamplificatori non comprendono la modalità Raw, nel qual caso va selezionata la modalità PCM.</p>
<p><strong>Reflex</strong></p>
<p>Le fotocamere di questo tipo utilizzano un sistema di specchi per riflettere la luce, e quindi l&#8217;immagine, dall’obiettivo a uno schermo. Il soggetto visualizzato nel mirino è lo stesso che entra nell&#8217;obiettivo. Questo sistema garantisce un&#8217;inquadratura e una messa a fuoco ottimali. La maggior parte delle fotocamere reflex mostrano un&#8217;elevata percentuale dell&#8217;immagine che verrà fotografata, oltre l&#8217;80%. Inoltre, alcuni modelli sono in grado di mostrare nel mirino il 100% dell&#8217;immagine. Il sistema reflex evita problemi di parallasse (differenza tra l&#8217;immagine vista dal sistema di puntamento e quella registrata dal sensore, oppure dalla pellicola) presenti sulla maggior parte delle fotocamere a vista diretta.</p>
<p><strong>Retroilluminazione panello LED</strong></p>
<p>Vedi paragrafo LED-LCD</p>
<p><strong>Ruota colore</strong></p>
<p>Nei videoproiettori con tecnologia DLP che utilizzano un solo chip per formare l&#8217;immagine, è necessario modulare la luce in modo che il suo colore cambi a seconda dei pixel che vengono mostrati. Per questo scopo viene usata una ruota colore: un disco trasparente che alterna i colori dello spettro, e viene fatto ruotare a velocità costante davanti alla lampada. Maggiore è il numero di segmenti colorati inclusi nella ruota, migliore è la precisione con cui il colore viene rappresentato.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “S”</h3>
<p><strong>Sensibilità</strong></p>
<p>In fotografia, la sensibilità di una pellicola o di un sensore corrisponde alla rapidità con cui reagisce alla luce. A parità di luminosità, una pellicola più sensibile richiede un&#8217;esposizione più breve; e, per converso, a parità d tempo di esposizione richiede una luminosità minore. Nei tempi passati la luminosità veniva misurata con due diverse scale, una proporzionale (ASA) e l&#8217;altra logaritmica (DIN). Oggi l&#8217;Ufficio Internazionale degli Standard (ISO) ha adottato ambedue le scale, ma nella pratica solo la prima viene usata. Di conseguenza, un sensore con valore ISO 200 ha una sensibilità doppia rispetto a uno con valore ISO 100. Un&#8217;elevata sensibilità consente di ottenere immagini nitide anche con bassa luminosità; tuttavia pellicole e sensori molto sensibili sono soggetti a disturbi, e possono quindi risultare in foto sgranate.</p>
<p><strong>Stabilizzatore d&#8217;immagine</strong></p>
<p>Questo sistema ha la funzione di ridurre l&#8217;effetto mosso sulle fotografie compensando le vibrazioni. È necessario distinguere tra stabilizzatori ottici ed elettronici. Quelli ottici riducono i difetti attraverso un sistema di lenti mobili posizionate nell&#8217;obiettivo oppure con micro-motori che fanno muovere il sensore. Gli stabilizzatori elettronici, invece, operano grazie a un software che riconosce e riduce i disturbi sull&#8217;immagine. Ciò può compromettere la qualità fotografica, specialmente se il compendio con un processore d’immagine non troppo performante, inficia appunto il risultato, producendo foto con rumore e difetti di nitidezza e colore. Lo stabilizzatore può essere disattivato,spesso con un tasto apposito.</p>
<p><strong>Sublimazione</strong></p>
<p>Tecnica di stampa in cui una cera colorata, viene sottoposta a temperature particolarmente alte (tra i 300 ed i 400 gradi celsius) che la danno evaporare e poi solidificare nuovamente sulla carta.</p>
<p><strong>Subwoofer</strong></p>
<p>È un diffusore dedicato esclusivamente alle frequenze audio più basse. Può essere di tipo passivo o attivo. In quest&#8217;ultimo caso, è dotato di un circuito di amplificazione separato, inserito di solito all&#8217;interno del cabinet, cioè della struttura della cassa stessa.</p>
<p><strong>Switch-0ff</strong></p>
<p>Letteralmente &#8220;spegnimento”. Termine che convenzionalmente designa l&#8217;operazione con cui si effettua il passaggio dalle trasmissioni televisive analogiche a quelle con il digitale terrestre.</p>
<p><strong>SSD</strong></p>
<p>Acronimo di Solid State Disk. Può essere usato come un disco rigido per Personal Computer. Al posto dei dischi magnetii, per la memorizzazione dati, contiene componenti elettronici (chip). Il vantaggio è che non emette rumore e non è sottoposto a rotture od usure nel tempo. Lo svantaggio è che attualmente la capacità di memoria è piuttosto limitata ed il prezzo del componente è ancora elevato.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “T”</h3>
<p><strong>Teleobiettivo</strong></p>
<p>Appartengono alla categoria del teleobiettivi tutte quelle ottiche che nel formato 24&#215;36 mm hanno una lunghezza focale superiore ai 50 mm e che inquadrano un angolo di campo superiore ai 43 gradi.</p>
<p><strong>Toe-in</strong></p>
<p>Angolo di convergenza da dare ai diffusori frontali in un impianto stereo. Un opportuno toe-in permette, con determinati tipi di diffusori, di ottenere un suono migliore rispetto alla disposizione puramente parallela.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “U”</h3>
<p><strong>UMD</strong></p>
<p>Sigla di Universal Media Disc, un supporto di registrazione creato per la console di gioco PlayStation Portable, per contenere film e videogiochi.</p>
<p><strong>Upscaling</strong></p>
<p>Operazione con cui un segnale video viene codificato per espandere le immagini a una risoluzione maggiore di quella originaria. L&#8217;upscaling è necessario quando si vogliono visualizzare segnali video di origine analogica su uno schermo ad alta definizione. I chip in grado di effettuare l&#8217;uspcaIing (per esempio, quelli prodotti da Faroudja) sono inclusi nei sintoamplificatori di fascia media e alta. Dalla qualità tecnica di questo componente elettronico, dipende molto  &#8211; a sua volta &#8211; la qualità delle immagini degli attuali TV LCD o Plasma.</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “W”</h3>
<p><strong>Widget</strong></p>
<p>Parola americana che significa all&#8217;incirca &#8220;attrezzo utile&#8221;, e che nella terminologia informatica è venuta a indicare piccole applicazioni che forniscono informazioni o svolgono compiti semplici senza occupare totalmente lo schermo. I moderni televisori in grado di collegarsi a internet sono dotati di widget che hanno la funzione di richiamare sullo schermo contenuti presi dalla rete.</p>
<h3>Widescreen</h3>
<p>Letteralmente traducibile in italiano come <em>schermo largo</em>, è la locuzione che si usa, principalmente nel campo dell&#8217;home entertainement, per indicare che un formato video occupa orizzontalmente tutto lo schermo. In particolare negli apparecchi in formato 16:9 il <em>widescreen</em> si ha quando l&#8217;immagine occupa tutto lo schermo e quindi possiede un aspect ratio 1,78:1.<br />
Esempi di widescreen<br />
-Nei casi in cui le emittenti televisive per effettuare una trasmissione widescreen non inseriscano delle bande nere (<em>matte</em>) sopra e sotto l&#8217;immagine, si trattera&#8217; di trasmissione <em>16:9 nativa</em> che puo&#8217; essere visualizzata correttamente in <em>widescreen</em> dagli schermi 16:9, mentre quelli 4:3 potranno riprodurre il formato inserendo le bande nere (formato letterbox) e diminuendo l&#8217;altezza della risoluzione visiva per mantenere la proporzione della lunghezza originale oppure tagliando l&#8217;immagine, senza effettuare zoom ma riducendo al formato in 4:3 e perdendo le informazioni visive delle zone periferiche laterali.<br />
-Nei casi in cui le emittenti per effettuare una trasmissione widescreen inseriscano delle bande nere (<em>matte</em>) sopra e sotto l&#8217;immagine, il televisore 16:9 potra&#8217; ingrandire (<em>zoom</em>) l&#8217;immagine a schermo pieno, ma questa pur essendo visualizzata in widescreen, conterra&#8217; meno linee e punti di una trasmissione <em>nativa</em>, risultando di risoluzione visiva, per cui di qualita&#8217; percettiva, inferiore; il televisore 4:3 potra&#8217; <em>tagliare</em> ed <em>ingrandire</em> (<em>pan &amp; scan</em>) la parte centrale della schermata 16:9, permettendo di mantenere l&#8217;altezza di visualizzazione a schermo pieno eliminando le bande nere, a scapito delle zone laterali che verranno <em>sacrificate</em>, con un effetto finale che riduce sensibilmente l&#8217;area percettiva ed abbassa la risoluzione rispetto alla trasmissione nativa, peggiorando la qualita&#8217; dell&#8217;immagine. Alcuni canali televisivi satellitari del circuito SKY e digitali terrestri di Premium Calcio e Premium Gallery, ma anche Rai Sport Più e molti altri, attualmente trasmettono il segnale televisivo widescreen in 16:9 nativo.</p>
<p><strong>Wi-Fi<br />
</strong>Abbreviazione di <em>Wireless Fidelity</em>, è un termine che indica dispositivi che possono collegarsi a reti locali senza fili (WLAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11. Un dispositivo, anche se conforme a queste specifiche, non può utilizzare il logo ufficiale Wi-Fi se non ha superato le procedure di certificazione stabilite dal consorzio Wi-Fi Alliance (Wireless Ethernet Compatibility Alliance), che testa e certifica la compatibilità dei componenti wireless con gli standard 802.11x (della famiglia 802.11). La presenza del marchio Wi-Fi su di un dispositivo dovrebbe quindi garantirne l&#8217;interoperabilità con gli altri dispositivi certificati, anche se prodotti da aziende differenti</p>
<h3>BLOCCO LETTERA “X”</h3>
<p><strong>X.v.Color (x.v.YCC)</strong></p>
<p>Modalità di visualizzazione del colore simile al Component, in cui si usano 8 bit per rappresentare ciascuno dei colori fondamentali, ma tutti i valori da 0 a 255 vengono utilizzati (mentre nel Component si va solo da 6 a 235, e gli altri valori restano inutilizzati). In questo modo la gamma dei colori rappresentabili si amplia di 1,8 volte. Il colore x.v.Color può essere trasmesso da una connessione HDMI 1.3. Alcune videocamere ad alta definizione sono in grado di filmare con tale gamma di colori.<strong>Similar Posts:</strong>
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		<title>Digitale terrestre, soluzione ai problemi di installazione e connessione decoder</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 16:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[come installare decoder digitale terrestre]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale terrestre]]></category>
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		<description><![CDATA[Digitale Terrestre ovvero DVB-T, sigla non ancora ben conosciuta e soprattutto ancora difficile da capire. Chi di noi non si è scontrato con la dura realtà di non riuscire a capire come allacciare correttamente il decoder ma soprattutto quale possa essere la sua corretta configurazione per una visione ottimale del segnale del Digitale Terrestre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/03/digitale_terrestre_logo.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-5983" title="digitale_terrestre_logo" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/03/digitale_terrestre_logo.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Digitale Terrestre ovvero DVB-T, sigla non ancora ben conosciuta e soprattutto ancora difficile da capire. Chi di noi non si è scontrato con la dura realtà di non riuscire a capire come allacciare correttamente il decoder ma soprattutto quale possa essere la sua corretta configurazione per una visione ottimale del segnale del Digitale Terrestre.</p>
<p>Vogliamo subito chiarire un punto che secondo noi è fondamentale: prima di impazzire con il &#8220;fai da te&#8221; e procedere con l&#8217;installazione del decoder occorre prima accertarsi che il segnale del digitale terrestre sia correttamente ricevuto dall&#8217;impianto di antenna attualmente in uso. E&#8217; possibile infatti che, anche se la zona in cui abitiamo, risulti coperta dal segnale (per fare questo controllare il sito al linK qui: <a href="http://www.decoder.comunicazioni.it/" target="_blank">http://www.decoder.comunicazioni.it/</a> &#8211; oppure visionare il sito ufficiale DGVTi al seguente indirizzo: <a href="http://www.dgtvi.it/stat/DGTVi/Page1.html" target="_blank">http://www.dgtvi.it/stat/DGTVi/Page1.html</a> &#8211; ma che invece l&#8217;attuale impianto d&#8217;antenna non sia idoneo oppure non orientato in modo corretto. Per avere quindi la certezza che il nostro impianto d&#8217;antenna sia tutto perfettamente funzionante, suggeriamo di consultare un tecnico specializzato (accertarsi che sia persona di provata esperienza!) che può quindi controllare che tutto sia conforme ed in regola per ricevere in modo corretto il segnale Digitale Terrestre che, per sua natura, se non correttamente ricevuto, provoca numerosi disturbi che talvolta non permetto assolutamente la visione dei programmi o, anche se ricevuti, non visibili in modo corretto.</p>
<p>Facciamo presente che anche le tre maggiori piattaforme televisive mettono a disposizione un servizio simile, raggiungibili ai seguenti siti in link: Telecom Italia: <a href="http://www.telecomitaliamediabroadcasting.it/copertura/mappa_copertura_italia.shtml" target="_blank">http://www.telecomitaliamediabroadcasting.it/copertura/mappa_copertura_italia.shtml</a><br />
Mediaset Premium: <a href="http://www.mediasetpremium.mediaset.it/informazione/copertura/copertura.shtml" target="_blank">http://www.mediasetpremium.mediaset.it/informazione/copertura/copertura.shtml</a><br />
RAI: <a href="http://www.raiway.rai.it/index.php?lang=IT" target="_blank">http://www.raiway.rai.it/index.php?lang=IT</a></p>
<p>Facciamo presente che a tuttoggi (primi Marzo 2010: momento di redazione articolo) è ancora possibile ricevere un contributo statale per |&#8217;acquisto del decoder- Il contributo possibile da richiedere può avere un valore massimo di 50 euro, messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le Comunicazioni, ed è valevole per l&#8217;acquisto o noleggio di un decoder digitale interattivo. Possono richiedere questo contributo coloro che si trovano in un&#8217;area interessata dallo switch—over (ovvero dove c&#8217;è ancora la presenza sia del segnale analogico sia di quello digitale), a patto di non averne gia usufruito in passato, di avere un’età pari o superiore ai 65 anni e un reddito annuo pari o inferiore ai 10.000 euro.</p>
<p><strong>Detto questo procediamo con una serie di consigli pratici per ricevere al meglio tutte le trasmissioni digitali terrestri attualmente presenti nell&#8217;etere Italiano.</strong></p>
<p>Iniziamo subito col fare presente che molto spesso abbiamo a che fare con l&#8217;interfaccia decoder/tv ad un confronto impari, riguardo soprattutto all&#8217;obsolescenza di alcuni Tv in casa che possiedo una sola presa SCART oppure nemmeno quella (cioè solo la presa di antenna TV).</p>
<p>IN questo caso se il televisore possiede solo una presa scart, magari già impegnata con un videoregistrare oppure un lettore DVD o quant&#8217;altro, è possibile acquistare una multipresa SCART in qualsiasi negozio di elettronica (tipo Mediaworld). Questi dispositivi consentono di di collegare allo stesso televisore più dispositivi video contemporaneamente. Alcune multiprese SCART sono dotate anche di interruttori meccanici che permettono di attivare le singole prese in modo da evitare fastidiosi fenomeni<br />
di innesco e interferenze tra i vari apparecchi collegati.</p>
<p>Se invece il proprio televisore non possiede nessuna presa SCART ma solo una presa RF di antenna (cosa possibile ma molto remota perchè significa che il televisore è talmente &#8220;vecchio&#8221; che forse sarebbe meglio pensare ad una sua sostituzione con una un po&#8217; più moderno ed aggiornato) è comunque possibile collegare il decoder direttamente alla presa per l’antenna ricorrendo a un modulatore RF. Questo piccolo dispositivo trasforma il segnale audio/video del box in quello di un normale canale televisivo. ln altre parole, questi dispositivi hanno in ingresso la presa SCART e in uscita la normale presa per il cavo dell&#8217;antenna. Dopo averlo acquistato e collegato alla TV occorre prima impostare sul modulatore la frequenza televisiva da utilizzare (seguendo le istruzioni riportate sul manuale d&#8217;uso) e quindi sintonizzarla anche sul televisore.</p>
<p>Facciamo ora il punto su di una questione delicata, relativa cioè a tutte quelle problematiche di ricezione del segnale imposte dalla morfologia del territorio e che, secondo noi, non potranno mai essere risolte completamente. A tal proposito vogliamo ricordare che il segnale del Digitale Terrestre è per sua forma e struttura non è &#8220;potenziabile&#8221; all&#8217;infinito. Quindi se alcune zone del terriotiro che, per natura non raggiungibili da un segnale sufficientemente forte, saranno sempre possibili i soliti problemi di malfunzionamenti e cattiva visione dei programmi, per non dire che potrebbe essere impossibile la loro ricezione. A tal proprosito si è istituito un consorzio chiamato Tivu sat che è possibile visionare al seguente indirizzo internet:<a href=" http://www.tivu.tv/tivusat/index.aspx#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"> http://www.tivu.tv/tivusat/index.aspx</a> &#8211; Questo consorzio tivùsat è la prima piattaforma satellitare gratuita italiana. Raggiunge le aree del territorio non coperte dal segnale digitale terrestre e, oltre a replicare in versione integrale la maggior parte dei canali nazionali da esso diffusi, offre una serie di altri canali sia italiani che internazionali. Accedere a tivùsat è semplice, sono sufficienti un decoder, una parabola satellitare orientata su Eutelsat 13° Est e una smart card acquistabile insieme al decoder ed attivabile in pochi minuti. Con molti canali satellitari che coprono tutti i generi, la programmazione è in grado di soddisfare le preferenze e i gusti di tutta la famiglia. Intrattenimento, informazione, cultura, sport, fiction, musica, cinema: l&#8217;offerta tivùsat è vasta e continua ad arricchirsi di nuovi canali e programmi. Questo permette di ricevere comunque i canali digitali ma non via terrestre bensì via satellite. Il satellite geostazionario, per sua natura, è raggiungibile ovunque con una qualità molto spesso ben superiore a quella ricevibile via antenna terrestre.</p>
<p>Molte volte è possibile che si verifichi una situazione del genere. Un&#8217;utente può abitare in una zona da cui è possibile ricevere i canali televisivi da due ripetitori differenti. Se si punta l&#8217;antenna TV<br />
verso il primo è possibile che si riesca a riceverne solo alcuni, se invece si punta verso il secondo, se ne rice altri. Come fare per riceverli tutti? Bisognerebbe installare due antenne. Ma questa soluzione potrebbe generare problemi di ricezione in quanto il decoder riceve i segnali da ripetitori diversi, che dovrebbero essere adeguatamente sincronizzati tra loro. Accoppiare due antenne della stessa banda<br />
puntate in direzioni diverse, infatti, genera echi e interferenze sul segnale. Per evitare ciò, è<br />
possibile usare filtri passa canale, semplici dispositivi che lasciano passare solo determinate<br />
frequenze. A questi bisogna poi aggiungere un centralino con due ingressi UHF (oppure un modello<br />
con un solo ingresso a cui collegare un accoppiatore per due antenne UHF). Cosi facendo, sarà possibile individuare il ripetitore principale che permette di sintonizzare la maggior parte dei canali e ricevere tutti gli altri dal secondo. Vista la complessità (ed il costo che ne consegue) nell&#8217;allestire un sistema di ricezione simile, è però opportuno rivolgersi ad un antennista specializzato. Sottolineiamo che non sempre coumque questa è la soluzione ideale. Attualmente infatti le trasmissioni, in alcune zone, sono ancora di carattere sperimentale e quindi è possibile che, dopo un certo periodo, venga scelto di coprire la zona dove abitiamo da un solo ripetitore. A questo punto la spesa ed il lavoro dell&#8217;antennista risulterebbe inutile. Meglio quindi attendere il periodo immediatamente prima dello Switch-off (cioè il moomento in cui la trasmissione analogica verrà spenta per sempre) per poter fare la scelta migliore di sintonizzazione, che sicuramente si indirizzerà verso un solo ripetitore e quindi una sola antenna posizionata in una sola direzione.</p>
<p>Può succedere anche che i vicini di casa ricevono i canali del Digitale terrestre puntando l’antenna verso una zona in cui non sono presenti ripetitori, mentre noi, che l&#8217;abbiamo direzionata bene non<br />
si riceve alcun segnale. Si tratta del fenomeno chiamato di &#8220;rimbalzo&#8221;. Questo si verifica perchè, in seguito a particolari effetti elettromagnetici dovuti anche a particolari condizioni climatiche, in alcune zone potrebbe essere possibile ricevere il segnale anche senza avere la possibilità di “vedere”<br />
il ripetitore (ad esempio, quando è &#8220;coperto” da una montagna o un palazzo). In casi come questo, si può fare una prova puntando l&#8217;antenna in direzioni diverse. Va ricordato, però, che la ricezione non sara mai completamente affidabile.</p>
<p>E&#8217; possibile anche che tutto sia stato correttamente collegato e che tutto sia conforme alle specifiche tecniche richieste ma le immagini di alcuni canali appaiono disturbate da fastidiosi &#8220;quadrettoni&#8221;. Si tratta quasi sicuramente di un problema di segnale debole, il più delle volte dovuto a condizioni climatiche avverse. Si può provare a risolvere il problema usando un amplificatore di segnale o sostituendo l’antenna con un modello più efficiente. In generale, però, gli impianti centralizzati hanno già un amplificatore e, in questi casi, non c&#8217;è molto da fare; se non allacciarsi al consorzio Tivusat e ricevere i canali digitali dal satellite.</p>
<p>Evidenziato quindi tutti i possibili casi di cattiva ricezione del segnale Digitale Terrestre passiamo ora a cercare di aiutare l&#8217;utente nella soluzione a problemi più tecnicamente legati alla configurazione del decoder ed al suo intrinseco interfacciamento corretto con il TV.</p>
<p>Iniziamo con l&#8217;evidenziare il primo grosso problema legato alla necessità di registrare i canali digitali terrestri.</p>
<p>Qui subito la prima nota dolente. Tutti i più o meno &#8220;vecchi&#8221; videoregistratori, sia essi a cassetta che i più recenti DVD-recorder, che non dispongono di un sintonizzatore digitale terrestre integrato, non potranno registrare nessun canale digitale, questo perchè appunto non dotati del tuner digitale terrestre ma solo del vecchio tuner TV analogico. Questo impone due soluzioni:<br />
- la prima, quella più costosa, della sostituzione con un nuovo apparecchio che integri NECESSARIAMENTE due tuner, uno analogico ed uno digitale &#8211; questo nel caso ancora non si fosse in una zona in cui già è avventuo lo switch-off del segnale analogico, in questo caso si può acquistarne anche del tipo con un solo tuner, anche se quasi tutti i videoregistratori sul mercato montano tutti e due i tipi di tuner.<br />
- la seconda possibilità più economica, è quella di collegare il decoder digitale terrestre al videoregistratore o al DVD Recorder. In tal caso, ogni decoder ha almeno una presa SCART utile per collegarlo al televisore. Nel caso in cui volessimo registrare le trasmissioni del Digitale terrestre, allora possiamo utilizzare questa presa per collegarlo al videoregistratore o al DVD Recorder.<br />
Ouestultimo, poi, andrà collegato al televisore, realizzando cosi un collegamento a cascata tra i<br />
tre dispositivi. Con un piccolo inconveniente però: per vedere i canali trasmessi sul digitale terrestre bisognerà necessariamente ”passare&#8221; dal videoregistratore, che quindi dovrà rimanere acceso e collegato all&#8217;ingresso AV/1 del videoregistratore, con ovvio dispendio di energia. Alcuni decoder, però, sono dotati di una doppia uscita SCART proprio per collegarne una alla TV e laltra al dispositivo di registrazione.</p>
<p>I decoder digitali terrestri possiedono alcuni tasti colorati che sono i pulsanti dedicati allinterazione con le trasmissioni televisive. Ad ogni colore è associato un menu o un comando che viene mostrato<br />
a schermo quando, appunto, sono disponibili servizi del genere (che, ad esempio, permettono<br />
di rispondere alle domande di un quiz o di un questionario in diretta TV). A tal proposito sottolieniamo che i decoder per il digitale terrestre si dividono in due categorie; gli Zapper e gli MHP. I primi<br />
sono quelli che permettono di ricevere solo i canali gratuiti del digitale terrestre. I secondi, invece, supportano anche Ie trasmissioni a pagamento e i servizi interattivi che queste ultime offrono.</p>
<p>E&#8217; possibile anche che il decoder collegato al televisore di una stanza riesca a ricevere tutti i canali in chiaro; lo stesso, collegato ad un altro televisore in un’altra stanza ne riceve molti meno. Questo può dipendere molto probabilmente da come è stato realizzato l&#8217;impianto televisivo. Le varie derivazioni dei cavi rendono man mano il segnale più debole e cosi può capitare che in alcune stanze non arrivi abbastanza forte. Si può provare a risolvere il problema con un amplificatore acquistabile presso tutti i<br />
rivenditori specializzati, ma non è una soluzione molto conveniente perchè se c&#8217;è disturbo l&#8217;amplificatore amplifica si il segnale ma anche il disturbo correlato non facendo altro che peggiorare la situazione &#8211; meglio quindi rivolgersi ad un&#8217;antennista qualificato che potrà indicarvi quale sia la sol, caso per caso, la soluzione migliore.</p>
<p>E&#8217; possibile che sul decoder sia presente una presa per collegare il cavo del telefono. Alcuni dispositivi per la ricezione dei canali Digitali sono dotati di una presa Ethernet che indica la presenza di un modem integrato utilizzabile per inviare e ricevere i dati necessari ai servizi interattivi offerti da alcune trasmissioni. Collegando il decoder alla presa telefonica sarà quindi possibile partecipare ad un gioco a quiz, fare scommesse o ancora utilizzare servizi di T—government (richiesta di documenti fiscali) o T-banking (richiesta o trasazioni bancarie)</p>
<p>Se durante la prima scansione per la ricerca dei canali digitali, la prima volta che si collega all&#8217;antenna il decoder Digitale, in seguito appunto alla scansione dei canali, è possibile che si presenti una lista canali con 54 gratuiti. E&#8217; possibile che alcuni si possano solo ascoltare mentre lo<br />
schermo rimane nero. Questo perchè, quasi sicuramente, sono stati selezionati anche i canali radio. Sul DTT infatti, trasmettono anche alcune emittenti radio che vengono sintonizzate insieme ai canali TV durante la scansione delle frequenze. Ouando ci si sintonizza su uno di questi, lo schermo della TV rimane nero, mentre è possibile ascoltarne l’audio e di fatto trasformare la TV in un ricevitore solo radio a tutti gli effetti.</p>
<p>Fra i vari collegamenti fra decoder e TV esiste anche la possibilità di collegarlo tramite la presa RCA composita (quel piccolo bottone giallo femmina presente su alcuni modelli di TV). A volte, se si dimentica di seguire la procedura di seguito indicata, si riesce solo a vedere le immagini ma non udire alcun suono. Questo perchè la connessione Video Composita, così come quella S—Video, serve a veicolare il solo segnale video. Se si utilizza una di queste due tipologie di connessione è necessario quindi<br />
provvedere a collegare l&#8217;uscita audio RCA (i due nbottoncini femmina bianco/rosso) o quella SPDIF del decoder alla TV. Per avere un suono migliore si potrebbe anche pensare di collegare l’uscita audio ad un impianto Hi—Fi Home Theatre dotato appunto di amplificatore audio.</p>
<p>Può succedere che a volte, quando si prova a modificare le impostazioni dei canali sul decoder, venga  richiesto di inserire un codice PIN. Il PIN è un codice di blocco presente nel decoder che viene utilizzato per impedire che altri utenti possano modificare Ie impostazioni senza autorizzazione. Se non siamo stati noi ad inserirlo, può essere che si tratti di quello predefinito impostato dal produttore. Per conoscerlo ci si può servire del manuale d’uso fornito insieme al dispositivo, ma di solito è; 0000 oppure 1234.</p>
<p>Esistono anche dei decoder Digitali terrestri che permettono anche di registrare i canali televisivi, un<br />
po&#8217; come fa il MySky HD. Alcuni decoder di ultima generazione integrano infatti la funzione di registrazione. Le trasmissioni possono essere salvate su una memoria esterna da collegare alla porta USB presente sul dispositivo o su una memory card. Il Telesystem TS 6280, ad esempio, è dotato di porta USB con funzione recorder &#8211; recarsi a questo indirizzo per vedere le specifiche tecniche;<br />
<a href="http://www.telesystem-world.com/web/it_it/electronic/catalogue/9/ricevitori-digitali-terrestri/725/decoder-digitale-terrestre-con-porta-usb.html " target="_blank">http://www.telesystem-world.com/web/it_it/electronic/catalogue/9/ricevitori-digitali-terrestri/725/decoder-digitale-terrestre-con-porta-usb.html </a>- Bisogna però tener presente che la presenza di questa intenfaccia non è di per sé sufficiente: su alcuni modelli è usata solo come sorgente di lettura per file multimediali audio/video.</p>
<p>Tutti i televisori di ultima generazione (almeno tutti quelli costruiti dal 2009 in poi) possiedono il decoder digitale integrato. In questo caso è possibile registrare dal decoder integrato i programmi televisivi. È tuttavia possibile farlo solo se il televisore è dotato di un&#8217;uscita video a cui collegare il VCR o il DVD Recorder. Molti televisori di questo tipo hanno una presa SCART che, oltre ad accettare<br />
il segnale in ingresso, ripete in uscita quello mostrato sul televisore. Queste prese sono indicate<br />
con un simbolo in cui è presente una freccia che entra ed esce. Diversi televisori LCD di LG inviano in uscita il segnale del digitale terrestre sulla porta AV/2  -  A questa porta sarà poi possibile collegare l’eventuale VCR o DVD Recorder da utilizzare per registrare i canali DTT.<br />
Se sul decoder digitale terrestre sono presenti dei bollini colorati occorre evidenziare che servono per differenziare le caratteristiche dei vari modelli di decoder. Il bollino Blu indica che il decoder permette di vedere i programmi in chiaro, quelli a pagamento e i servizi interattivi. Il bollino Bianco si trova sulle TV dotate di decoder DTT integrato che consente di vedere i programmi in chiaro e, grazie alla CAM opzionale (appunto lo slot dove inserire la carta del servizio a pagamento), anche quelli a pagamento. Il bollino Grigio certifica che il decoder consente di vedere solo i programmi gratuiti e che e provvisto delle funzioni per l’ordinamento automatico dei canali (LCN), la guida elettronica dei programmi (EPG) e l&#8217;aggiornamento del software (loader). Il bollino Gold, infine, rappresenta il top e indica un decoder che consente di ricevere anche i canali in H.D (alta definizione), sia in chiaro sia a pagamento, e supporta i servizi interattivi.</p>
<p>Chi già possiede un impianto satellitare con la parabola NON può utilizzare il ricevitore digitale terrestre. Il segnale del digitale terrestre si riceve solo mediante l&#8217;impianto tradizionale della TV analogica. Se la vecchia antenna è ancora in buone condizioni, non sarà necessario sostituirla. La<br />
parabola, invece, va usata solo perla ricezione delle trasmissioni satellitari, oppure, come sopra riportato acquistare un decoder del consorzio TiVusat e ricevere quindi i programmi digitali dal pacchetto offerto via satellitare.</p>
<p>Molto spesso, per motivi di sicurezza ed anche per motivi tecnici, il software del sistema di ricezione debba essere aggiornato. Quasi tutti i decoder Digitali terrestri si aggiornano via OTA (Over—the—Air). Si tratta di uno standard che permette di scaricare i file di aggiornamento del nuovo software via etere<br />
e, quindi, senza dover collegare il dispositivo al computer, e soprattutto in modo del tutto automatico e senza bisogno di conoscenze informatiche.</p>
<p>Tuttavia può capitare che a volte, per motivi tecnici, alcune emittenti modifichino senza preavviso il punto esatto della frequenza sintonizzata, non permettendo più di vedere ciò che un minuto prima si vedeva perfettamente. Questo avviene soprattutto in questo periodo di trasizione fra il segnale analogico e quello digitale, periodo nel quale le emittenti fanno spesso delle prove di &#8220;assestamento&#8221; e di test di trasmissione. E&#8217; quindi normale che ciò si verifichi. In tal caso conviene, quindi, effettuare una nuova scansione dei canali a intervalli periodici, anche una o due volte al mese, riaggiornado così la lista programmi e tornando a vederli normalmente.</p>
<p>Termina qui questa dispensa tecnica, che speriamo possa ever chiarito, una volta per tutte, la situazione attuale e tutte le possibili problematiche di ricezione del nuovo segnale televisivo.</p>
<p>Per qualsiasi chiarimento Vi invitiamo a scriverci per delucidazioni più specifiche o per curiosità tecniche; grazie per la Vostra cortese attenzione.<strong>Similar Posts:</strong>
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		<title>Sistema operativo Android: come funziona ed i motivi del successo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/03/logo-andorid.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-5969" title="logo andorid" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/03/logo-andorid.jpg" alt="" width="192" height="179" /></a>Breve storia della nascita dell’ormai apprezzato ed utilizzato sistema per sistemi mobili Android. La sua genesi prende forma da Google che, dopo l’enorme successo nel settore internet, i capi CEO Sergey Brin e Larry Page hanno pensato bene di espandersi anche nel settore delle comunicazioni, facendo convergere tutte le conoscenze ed i segreti del WEB nel mondo dei cellulari che sarà destinato ad essere il fulcro di uno straordinario sviluppo commerciale nei prossimi anni.</p>
<p>Ecco che gli ingegneri di Google si mettono all’opera ed in poco tempo sfornano un sistema operativo Open Source per dispositivi mobili basato sul Kernel Linux e sviluppato dall’Open Handset Alliance. Usa il database SQLite per organizzare i dati, la libreria dedicata SGL per la grafica bidimensionale e supporta lo standard OpenGL ES 1.0 per quella tridimensionale. Proprio come l’iPhone, suo diretto concorrente, Android è caratterizzato da una serie di applicazioni come il browser, basato su web kit, la rubrica, il calendario ecc.ecc. </p>
<p>Le differenze tra le piattaforme sono tante, per elencarne qualcuna possiamo evidenziare intanto l’usabilità. La soluzione Microsoft, malgrado i tanti investimenti fatti anche dai produttori mobile che la integrano sui loro dispositivi, non è ancora matura per quanto riguarda il sistema touch. TouchFlo 3D, ad esempio, è un’interfaccia proprietaria voluta da HTC per Windows Mobile che, nonostante</p>
<p>funzioni abbastanza bene, non ha nulla di minimamente paragonabile a quanto disponibile su Android e iPhone. In molte applicazioni Windows Mobile non permette di utilizzare il touch, mentre su tutte quelle per Android e iPhone si, e questo la dice lunga sull’effettive potenzialità di sistema. Tuttavia, dato che il sistema Android è relativamente giovane, quello di Apple/iPhone resta comunque un gradino sopra rispetto a tutti in questo settore. Anche lo scrolling a video, da sempre il tallone d’Achille di Windows Mobile, su Android funziona alla perfezione.</p>
<p>Ogni possibile ritardo o errore di digitazione è stato corretto e su Android, proprio come su iPhone, questi problemi sono stati risolti alla grande – Questo anche perché, ad onor del vero, quasi tutti i costruttori per i display touchscreen,  sposano la tecnologia capacitiva e non resistiva. Ma c’è un ramo in cui Android è il fanalino di coda rispetto ai due avversari: le applicazioni. Nonostante l&#8217;Android Market abbia da poco raggiunto i 20.000 software disponibili, iPhone e Windows Mobile sono in grado di offrirne molti di più. C’e da dire comunque che quest&#8217;ultimo è sul mercato da molti anni e che l’iPhone è partito con un anno di anticipo rispetto alla piattaforma Google. Non resta che attendere, dunque, per essere sommersi anche dalle apps di Android.</p>
<p> Per quanto riguarda un altro aspetto non meno importante, sottolineiamo che, in merito alla sincronizzazione dei dati, con iPhone è necessario il software iTunes e una lunga procedura, con Android no (a dire il vero, solo nei casi in cui c’è bisogno di spostare la posta e i contatti su Outlook e Thunderbird). Tutti i nostri dati, infatti, sono accessibili da ogni parte del globo e da ogni PC: basta accedere al proprio account Google. Se, però, vogliamo collegare un dispositivo Android a Windows per trasferire file come musica, foto e video è necessario installare  l’USB Driver for Windows, scaricabile dal sito Web &#8211; <a href="http://developer.android.com/sdk/win-usb.html" target="_blank">http://developer.android.com/sdk/win-usb.html</a></p>
<h3> Quale sistema operativo scegliere?</h3>
<p>Android ha molte potenzialità, ma a quale smartphone bisogna affidarsi? La scelta non è facile, soprattutto per chi è alle prime armi e non se ne intende di dispositivi mobile.  In tal senso ci permettiamo alcuni consigli pratici……  Occorre innanzitutto, assicurarci che,  la versione della piattaforma utilizzata dallo smartphone, sia recente. Il nostro consiglio e quello di affidarsi quanto meno alla 1.6, che implementa tra le altre cose la ricerca globale telefono/internet e diverse risoluzioni del display. Tuttavia, l’ultima versione rilasciata è la 2.0 che, al momento in cui scriviamo, e integrata soltanto nel Motorola Droid (Milestone).</p>
<p>Dobbiamo altresì sottolineare che, eccezion fatta per i possessori del Motorola Milestone, attendono ancora l’aggiornamento ad Android 2.0 per i loro dispositivi. Tra le novità dell’ultima versione si segnala il supporto per account multipli di posta elettronica e la sincronizzazione dei contatti, il supporto per Exchange, la possibilità di ricercare SMS e MMS e miglioramenti alla fotocamera, con tanto di zoom digitale e bilanciamento dei colori. Anche la tastiera, dotata di supporto multitouch, ha un nuovo layout che velocizza la digitazione di caratteri.</p>
<p>Inoltre, è in arrivo Android 2.1, per ora implementata unicamente in Nexus One. Questa versione non è altro che un semplice “BugFix”  per alcuni problemi riscontrati durante l’utilizzo di Android 2.0.1 &#8211;  Oltre a garantire una maggiore velocità, include anche novità a livello grafico: effetti 3D e una nuova impostazione dei menu. Gli homescreen passano da tre a cinque e anche il Launcher delle applicazioni e sostituito. ln pratica, per accedervi basterà premere sul quadrato tratteggiato sulla parte centrale bassa del display e non sulla freccia a sinistra. Inoltre, l’utente avrà la possibilità di visualizzare anteprime dei vari homescreen e di muoversi tra essi con facilita.<strong>Similar Posts:</strong>
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		<title>Touchscreen: resistivo o capacitivo? Quale il migliore</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 16:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/03/htc_dream_g1.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"><img class="size-full wp-image-5966 alignleft" title="htc_dream_g1" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/03/htc_dream_g1.jpg" alt="" width="300" height="249" /></a>Touchscreen: resistivo o capacitivo? Quale il migliore</h3>
<p>Secondo l’uso ormai irrinunciabile del controllo tramite display del proprio cellulare, vogliamo fare chiarezza sulla funzionalità dell’effettiva capacità tecnica di controllo delle funzioni. Molto spesso acquistiamo lo smartphone oppure un cellulare con display touchscreen che, al momento della digitazione del comando, non risponde come si vorrebbe. Vediamo in dettaglio le differenze più importanti di tali sistemi. C’è da dire che la funzionalità dello stesso è comunque condizionata anche dal sistema operativo che, se non efficacemente interfacciato con il processore interno, può generare fastidiosi ritardi di comando e quindi inficiare la qualità globale d’uso del terminale stesso.</p>
<p> Fondamentalmente i sistemi touchscreen <strong>si dividono in due tipi: quello RESISTIVO e quello CAPACITIVO</strong></p>
<p> <strong>Display Resistivo</strong></p>
<p>Gli schermi di questo tipo basano il loro funzionamento su una resistenza elettrica. Esercitando una pressione sul display con un qualsiasi oggetto (dita di una mano o pennino) si crea un contatto tra due strati di materiale conduttore di elettricità. Un sensore e in grado di tracciare le coordinate del punto di contatto comunicandole al sistema operativo dello smartphone. Esempi di telefonini che usano questo tipo di display sono il Nokia 5800 Xpress Music e l’HTC Tattoo (dotato di sistema operativo Andorid)</p>
<p><strong> Display Capacitivo</strong></p>
<p>La tecnologia di tipo capacitivo permette di generare un flusso di elettroni sulla superficie del display. Ogni qualvolta un oggetto anch’esso capacitivo (come ad esempio le dita di una mano) toccano lo schermo, tale flusso viene come distorto. Grazie ad alcuni sensori posizionati negli angoli del display. Il sistema operativo installato nello smartphone è in grado di rilevare la distorsione e calcolare le coordinate del “tocco”. Per questo motivo, su alcuni schermi capacitivi non è possibile usare i pennini. Adottano questo tipo di schermi l’Iphone o l’HTC G1 (anche quest’ultimo con S.O Android)</p>
<p> <strong>VANTAGGI</strong></p>
<p><strong>Display resistivo</strong></p>
<p>-Ottima visibilità in ambienti interni<br />
-Possono essere usati con dita e pennini<br />
-Essendo di plastica, resiste meglio agli urti<br />
-Cattura meno germi e sporcizia</p>
<p><strong>Display capacitivo</strong></p>
<p>-Ottima visibilità in ambienti interni e esterni<br />
-Essendo di vetro, è più resistente ai graffi<br />
-Può essere pulito facilmente</p>
<p><strong> SVANTAGGI</strong></p>
<p><strong>Display resistivo</strong></p>
<p>-Scarsa visibilità in ambienti esterni<br />
-È più soggetto a graffi e imperfezioni</p>
<p><strong>Display capacitivo</strong></p>
<p>-Al momento, non funzionano col pennino<br />
-Essendo di vetro, puo rompersl facilmente<br />
-Può diventare un ricettacolo di germi<br />
-Cattura facilmente le impronte delle dita e deve quindi essere pulito periodicamente<strong>Similar Posts:</strong>
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		<title>Cellulari con sistema di quarta generazione 4G, funzionalità e target utenza, ulteriore sviluppo per le reti HSPA+</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 11:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non tutti sanno che...]]></category>
		<category><![CDATA[Cellulari 4g]]></category>
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		<category><![CDATA[sistema quarta generazione 4G]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla del cosiddetto 4G, mentre l'Umts è il 3G. Si sono visti i primi prodotti 4G, dato che le nuove reti, chiamate anche Lte (Long term evolution), arriveranno giá da quest'anno in alcuni Paesi. Si sta sviluppando altresi test per le reti HSPA+ da parte di vodafone.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5844" title="lte" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/02/lte.jpg" alt="" width="293" height="293" />Al Mobile World Congress di Barcellona</strong>, fiera dell&#8217;elettronica di comunicazione svoltasi in febbraio 2010, ha fatto il <strong>primo debutto la quarta generazione di reti mobili.</strong></p>
<blockquote><p>Si parla del cosiddetto 4G, mentre l&#8217;Umts è il 3G. Si sono visti i primi prodotti 4G, dato che le nuove reti, chiamate anche Lte (Long term evolution), arriveranno giá da quest&#8217;anno in alcuni Paesi. Si sta sviluppando altresi test per le reti HSPA+ da parte di vodafone.</p></blockquote>
<p>Il 4G porterá soprattutto connessioni più veloci (fino a 100-150 Mbps, circa dieci volte di più rispetto alle attuali), ma si accompagnerá anche a cellulari con chip più potenti.</p>
<p>Sarà quindi possibile fare video chiamate con un gruppo di amici in contemporanea e giocare con loro via internet sul cellulare, forse anche in tre dimensioni. Anche se le video chiamate di fatto esistono già, esse non hanno aderito molto nel vasto campo utenze, soprattutto perché sono di bassa qualitá e costose, il che dipende da limiti tecnici che appunto il 4G si appresta a risolvere. Più velocitá dati significa anche migliore qualitá della voce durante le telefonate (che pure transiteranno sulla rete in forma di pacchetti dati, come i video). Addio alle chiamate gracchianti sul cellulare, che cadono troppo spesso.</p>
<p>La quarta generazione sosterrá anche i servizi cosiddetti di realtá aumentata, che ci sono giá ma ancora agli albori. Cioè la possibilitá di puntare il cellulare su un oggetto o un monumento per saperne caratteristiche e dettagli. Poi puntarlo verso un bar e vedere apparire sullo schermo i commenti che hanno fatto i nostri amici di Twitter sulla qualitá del caffé e sui prezzi di quel locale.</p>
<p>Alcune di queste cose sono giá possibili, con i software Goggles e Layar, per esempio, ma resteranno usati solo da pochi appassionati di tecnologia, finché la velocitá e la potenza dei cellulari saranno quelle attuali.<br />
Si tratterá di aspettare uno-due anni. A Barcellona, è stato presentato il primo cellulare Lte, di LG (il Gw900): arriverá entro quest&#8217;anno ma solo in Giappone, dove Ntt DoCoMo sta per lanciare la nuova rete. Si sono visti inoltre i primi pc Lte, di Samsung (N150) e Toshiba (Satellite T130) e alcune chiavette (Onda e Huawei).</p>
<p>In Europa i primi Paesi che potranno usufruirne saranno Norvegia e Svezia: a Oslo e Stoccolma c&#8217;è giá, da dicembre 2009, una rete Lte. Verso fine 2010 sará la volta anche degli Stati Uniti, con Verizon. Sono al lavoro anche gli operatori italiani, comunque: Telecom Italia ha appena annunciato un accordo con Alcatel Lucent (che fornirá l&#8217;infrastruttura) per portare l&#8217;Lte da noi. &#8220;Vodafone Italia sta sperimentando da maggio 2009 e i test fatti a gennaio mostrano prestazioni in linea con le caratteristiche dell&#8217;Lte&#8221;, spiegano dall&#8217;azienda.</p>
<p>Va detto che in Italia e in Europa una rete 4G c&#8217;è giá, da tempo, peró: è quella del WiMax. Non funziona sui cellulari solo perché l&#8217;industria della telefonia mobile ha deciso di sposare l&#8217;Lte. Pochi giorni fa è arrivato peró il primo cellulare WiMax: di Sprint, negli Usa. In effetti, a sorpresa e senza molto clamore, questo è stato anche il Mobile World Congress dei tanti annunci WiMax, che ha raggiunto nei giorni scorsi i 620 milioni di utenti (come copertura) nel mondo. In Italia le reti invece avanzano a passi di lumaca. A causa della scelta politica di rinviare l&#8217;assegnazione delle licenze agli operatori, i lavori da noi sono partiti tardi rispetto al resto d&#8217;Europa: poco prima della crisi economica globale. Il che ha frenato gli investimenti in infrastrutture.</p>
<p>C’è molta attesa quindi per il lancio delle nuove tecnologie 4G, ma anche per le reti HSPA+, che ampliano notevolmente le possibilità di navigazione in mobilità nel nostro paese. Tra i primi a sperimentare queste novità vi è Vodafone, che nei giorni scorsi ha effettuato con successo un primo test a Milano. Partiamo dall’HSPA, che nella sua versione “maggiorata” offrirebbe una velocità pari a 28,8 Mbps, un passo in avanti enorme rispetto a quanto disponibile finora sul mercato.</p>
<p>Con il test di qualche giorno fa’ Vodafone è riuscuta a raggiungere con successo una velocità in download pari a 21,6 Mbps. Per quanto concerne l’LTE, invece, il colosso britannico sta già lavorando in tal senso non soltanto nel nostro paese, ma anche in altri paesi facenti parte dell’Unione Europea e negli States, preparando il terreno e le infrastrutture per il lancio definitivo della tecnologia di quarta generazione.</p>
<p>Il progetto attualmente in fase di sviluppo da Vodafone e altre aziende operanti nel settore mobile prende il nome di One Voice, che racchiude a sé soluzioni voce e messaggistica da utilizzare sotto rete 4G. Ancora Vodafone non ha rivelato date ufficiali sul lancio delle tecnologie testate ma, ne siamo sicuri, ci sarà ancora poco da attendere prima che venga resa disponibile sul mercato.<strong>Similar Posts:</strong>
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		<title>Dell Mini 10, con scheda video HD 1080p Broadcom Crystal HD</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 16:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' già disponibile, per il mercato USA, una versione "accelerata" del netbook Dell Inspiron Mini 10 sul quale è montata la scheda PCIe dell’acceleratore video Broadcom Crystal HD. Vale veramente la pena?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/02/dell10_2_w500.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-5821" title="dell10_2_w500" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/02/dell10_2_w500.jpg" alt="" width="240" height="177" /></a>E&#8217; già disponibile, per il mercato USA, una versione &#8220;accelerata&#8221; del<strong> netbook Dell Inspiron Mini 10</strong> sul quale è montata la scheda PCIe <strong>dell’acceleratore video Broadcom Crystal HD.</strong></p>
<blockquote><p>Ricordiamo che questo scheda monta un chip che aiuta la piattaforma Intel PineTrail (e non solo), alla base del mini portatile Dell, <strong>nella codifica di file video 720p e 1080p</strong> sia in locale (con i nuovi driver vers. 3.18) che in streaming (a patto di avere installato il nuovo Flash Player 10.1 beta 3).</p></blockquote>
<p>I risultati ottenuti ovviamente sono interessanti anche se vogliamo lanciare una critica al sistema che, pur con evidenti limiti di scattosità e dettaglio, riesce tuttavia a far visionare abbastanza fluidamente i filmati in alta risoluzione a 1080p ma, il prezzo da pagare per vedere dei film su di uno schermo (pur portatile) così piccolo e con un audio &#8220;ridicolo&#8221;,  non rende di fatto merito all&#8217;avanzata qualità video in Full HD.</p>
<blockquote><p>Ridurre tutto ai minimi termini, secondo noi, non gratifica la vista e l&#8217;udito anzi, ne inficia l&#8217;essenza per la quale è stato pensato un sistema video in così alta definizione.</p></blockquote>
<p><a href="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/02/netbooknews-crystal-hd-ao532.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-5822" title="netbooknews-crystal-hd-ao532" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/02/netbooknews-crystal-hd-ao532.jpg" alt="" width="288" height="161" /></a></p>
<p>Pagare un sistema così configurato con il pacchetto “Performance Plus” &#8211; fa infatti lievitare il prezzo base da 279 a 409 dollari, perchè appunto Dell offre, oltre alla scheda Broadcom, lo schermo con risoluzione 1366×768 px, una batteria a 6 celle, audio SRS ed un disco da 250Gb. Anche se si potrebbe installare solo la scheda occorre poi fare i conti con una visione non al Top (soprattutto con i filmati in 1080p) che di fatto non possono essere visti &#8220;degnamente&#8221; nemmeno se si collega il sistema via HDMI ad un TV con più polliciaggio, dato che sono afflitti da scattosità evidente e un dettaglio video non certo al top, senza contare evidenti macroblocchi in riproduzione che affliggono in modo pesante la visione in condizioni di basse luci.</p>
<blockquote><p>Noi non crediamo in questa cultura del &#8220;vedi ad ogni costo, basta che funzioni&#8221; oggi perseguita dalla stragrande maggioranza dell&#8217;utenza WEB. Non essendoci cultura sufficiente per far capire alle persone il perchè esiste l&#8217;alta definizione e come e quali strumenti sono necessari per la visione della stessa, noi non saremo d&#8217;accordo sull&#8217;uso di tali artifizzi tecnologi, perchè non fa parte dell&#8217;etica professionale di chi per anni persegue l&#8217;obbiettivo della massima qualità dello stato dell&#8217;arte attuale.</p></blockquote>
<p><strong>I film in Full HD è meglio vederli con sistemi molto più potenti ed espressamente dedicati</strong> per godere appieno della massima qualità visiva e uditiva oggi possibile.</p>
<p>Spendere dei soldi inutilmente non è mai consigliabile, anche perchè senza la scheda di accelerazione video si possono vedere già buoni filmati e molto più fluidamente anche in formato HD a 720p (max) senza particolari problemi od almeno al pari della qualità offerta in Full HD dalla scheda di accelerazione.</p>
<p><strong>Ergo, consigliamo caldamente di valutare bene la spesa</strong>, soprattutto nell&#8217;ottica per la quale si adopera un netbook che, sempre secondo il nostro modesto giudizio, la visione di film in Full HD non certo risulta essere il motivo principale.</p>
<p><strong>Meglio puntare su performance di sistema dedicate al calcolo e/o la comunicazione,</strong> piuttosto che acquistare un portatile per vedere i film in HD; anche perchè il sistema è così pesantemente impegnato da non permette di  fare nient&#8217;altro, nemmeno navigare in rete!<strong>Similar Posts:</strong>
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		<title>Come convertire un filmato in HD per visione sul cellulare con XMedia Recode</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 10:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h3>Come convertire un filmato in HD per visione sul cellulare con XMedia Recode</h3>
<blockquote><p>La maggior parte dei camcorder attualmente sul mercato, registrano filmati in formato AVCHD direttamente su schede di memoria che possono essere lette, tramite supporto hardware, direttamente dalla porta USB del proprio PC. Altre invece registrano in alta risoluzione in HDV generalmente su supporto videocassette MINI-DV per le quali è necessario, per il trasferimento del filmato sul PC, la porta firewire ed hanno un programma dedicato per l&#8217;acquisizione video.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><a href="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/01/xmedia-recode.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="size-full wp-image-4841 aligncenter" title="xmedia recode" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2010/01/xmedia-recode.jpg" alt="xmedia recode" width="341" height="300" /></a></p>
<p>Ovviamente dopo la ripresa di un qualsiasi video, occorre farne un montaggio accurato che poi, una volta sistemato, deve essere riversato per la successiva masterizzazione, sul PC. Per fare questo occorre che il filmato, per essere masteriazzto, abbia anche quelle caratteristiche necessarie per la visione ottimale a video. Per fare questo, occorre convertire il filmato con un formato video adeguato. Per convertire questo tipo di filmati, e poi visionarli sul TV oppure sul proprio cellulare, occorre un programma specifico. In rete ce ne sono di molti ma noi, in questo servizio, suggeriamo l&#8217;utilizzo di un software gratuito scaricabile direttamente dal sito qui indicato: <a href="http://www.xmedia-recode.de/download.html" target="_blank">http://www.xmedia-recode.de/download.html</a> - e del quale indichiamo <strong>le modalità di utilizzo con un semplice tutorial</strong></p>
<p>Il programma XMedia Recode permette la conversione sia per i cellulari che per la visione in formato compresso DivX masterizzabile su DVD e poi riproducibile sul PC (o sul TV di casa se si possiede un lettore compatibile DviX) a patto però di avere un lettore compatibile a questo formato (suggeriamo, se non presente, di installare l&#8217;ottimo programma VLC &#8211; scaricabile qui &#8211; <a href="http://www.filehippo.com/download_vlc/" target="_blank">http://www.filehippo.com/download_vlc/</a> - )</p>
<blockquote><p>Al momento dell&#8217;installazione di XMedia Recode noterete che il programma è in tedesco (perchè la software house è appunto Tedesca) ma non c&#8217;è problema perchè basta impostare il programma, una volta installato, con la lingua italiana tramite il <strong>MENU &#8220;Optionen&#8221;</strong> e poi selezionare <strong>&#8220;Sprache&#8221;</strong> e quindi &#8220;<strong>italiano&#8221;.</strong></p></blockquote>
<p><strong>1)</strong> Una volta scaricato <strong>Avviare Xmedia Recode</strong> con un doppio clic sull&#8217;icona del programma. Per caricare il filmato da convertire, doppio clic sulla cartella <strong>&#8220;Apri Film&#8221; </strong>. Di default il film convertito, viene salvato nella cartella <strong>&#8220;video&#8221;</strong> &#8211; Nel caso la voleste cambiare, selezionate la cartella desiderata (nominata come volete) dopo aver fatto clic su<strong> &#8220;salva nella cartella&#8221;.</strong></p>
<p><strong>2)</strong> Fare clic su <strong>&#8220;profilo personalizzato&#8221;</strong> e selezionate il dispositivo di destinazione.<br />
<strong>a) Modalità conversione per telefonini</strong> &#8211; Nel menu <strong>scelta</strong>, cercate l&#8217;azienda produttrice del cellulare sul quale volete installare la conversione del filmato. <strong>Per esempio</strong>, se il vostro cellulare è un Nokia N80, fare prima clic su <strong>NOKIA</strong> e poi un clic su <strong>Nokia 1680 classic (3gp)</strong> &#8211; selezionare il modello che vi interessa, nel caso d&#8217;esempio <strong>Nokia N80 (3gp) </strong>ed il programma avrà precaricato tutte le impostazioni standard necessarie per questo modello di cellulare<br />
<strong>b) Modalità conversione per lettori Dvix-XVid-DVD</strong> &#8211; Se volete riprodurre il filmato sul vostro<strong> lettore DVD</strong> del PC (oppure uno da tavolo) fare clic nella lista di selezione su <strong>&#8220;DVD player (standalone)</strong> &#8211; Per capire se il vostro <strong>lettore DVD è in grado di riprodurre questo tipo di filmati, controllate se sul frontalino è presente il logo con marchio DviX-Xvid</strong>.</p>
<p><strong>3)</strong> Potete ispezionare il filmato da converite con <strong>un&#8217;anteprima</strong>. Per farlo fare clic su <strong>&#8220;ritaglia-anteprima&#8221;</strong> e sulla freccia verso destra del<strong> &#8220;icona del play&#8221;.</strong> A questo punto il programma riprodurrà il film senza audio, tanto per visionare se tutto è ok. La riproduzione di anteprima si può interrompere semplicemente premendo sull&#8217;icona quadrata <strong>&#8220;stop&#8221;</strong></p>
<p><strong>4)</strong> Per dare inizio alla conversione del film, cliccare sull&#8217;icona con un segno <strong>&#8220;+&#8221;</strong> in verde nominata <strong>&#8220;aggiungi&#8221;</strong> e poi sull&#8217;icona nominata<strong> &#8220;codifica&#8221;</strong> &#8211; Attendere che appaia l&#8217;annuncio a video &#8220;creazione del file riuscita&#8221; (il tempo di attesa dipende in gran parte dalla potenza del vostro PC) e poi alla fine cliccate su OK</p>
<p><strong>5)</strong> Copiate il nuovo filmato sulla scheda di memoria del cellulare o masterizzate il contenuto della cartellasul DVD<strong>Similar Posts:</strong>
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		<title>Acer Aspire One 751 con Windows 7</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 08:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avere un netbook lento e con un sitema operativo pesante che di fatto &#8220;congela&#8221; il dispositivo non è il massimo, specialmente quando abbiamo speso dei soldi e vogliamo che l&#8217;oggetto del desiderio sia funzionale al massimo. Più volte è stato evidenziato come Windows 7, nei confronti del suo antagonista XP preistallato sulla quasi totalità dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2009/09/Acer-Aspire-One-AO751h.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-3086" title="Acer-Aspire-One-AO751h" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2009/09/Acer-Aspire-One-AO751h.jpg" alt="Acer-Aspire-One-AO751h" width="350" height="350" /></a>Avere un netbook lento e con un sitema operativo pesante</strong> che di fatto &#8220;congela&#8221; il dispositivo non è il massimo, specialmente quando abbiamo speso dei soldi e vogliamo che l&#8217;oggetto del desiderio sia funzionale al massimo. Più volte è stato evidenziato come <strong><a href="http://idarticolo.it/2009/windows-7-per-netbook-installazione-e-prove-di-funzionalita/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Windows 7</span></a></strong><span style="color: #ff0000;">,</span> nei confronti del suo antagonista XP preistallato sulla quasi totalità dei netbook in <span style="color: #000000;">commercio</span>, non se la cavi affatto male anzi, da numerose prove è stato provato che la velocità globale di sistema è palesemente più reattiva.<br />
 <br />
Fra i netbook afflitti da questo probelma c&#8217;è anche l’11.6 pollici Acer, <a href="http://idarticolo.it/2009/eee-pc-1101ha-vs-aspire-one-751-confronto-diretto/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">l’Aspire One 751</span></a>, economico e comodo da usare, ma anche penalizzato dalla <strong>bassa frequenza di clock del processore Atom Z520</strong> e da una serie di recensioni non proprio entusiasmanti.</p>
<p>Il nuovo sistema operativo Microsoft girà bene <strong>sull’Aspire One 751</strong>, ma ovviamente ha bisogno di nuovi driver e di qualche leggera ottimizzazione per sfruttare a dovere l’hardware. Ecco la situazione attuale.</p>
<p><strong>Driver video (GMA500)<br />
</strong>Per l’installazione si possono seguire questi due metodi.<br />
 Scaricare <a href="http://downloadcenter.intel.com/SearchResult.aspx?lang=eng&amp;ProductFamily=Graphics&amp;ProductLine=Laptop+graphics+controllers&amp;ProductProduct=Intel%c2%ae+Graphics+Media+Accelerator+500" target="_blank">(clicca qui)</a> ed estrarre i file, andare in Device Manager (Pannello di controllo), trovare la scheda video, fare tasto destro e selezionare “Update driver software”, scegliere (stesso indirizzo) “Browse for driver software on your computer” e selezionare la cartella LPCO da quella precedentemente estratta.</p>
<p>Scaricare <a href="http://downloadcenter.intel.com/SearchResult.aspx?lang=eng&amp;ProductFamily=Graphics&amp;ProductLine=Laptop+graphics+controllers&amp;ProductProduct=Intel%c2%ae+Graphics+Media+Accelerator+500" target="_blank">(clicca qui)</a>: ed estrarre i file, fare tasto destro su Setup.exe, cliccare “Properties”, andare sul tab “Compatibility”, spuntare la voce “Run this program in compatibility mode for” e selezionare “Windows Vista”.  Fatto questo basterà avviare l’installer setup.exe come al solito.</p>
<p><strong>Driver Audio (Realtek)<br />
</strong>Scaricare <a href="http://www.realtek.com.tw/DOWNLOADS/downloadsCheck.aspx?Langid=1&amp;PNid=24&amp;PFid=24&amp;Level=4&amp;Conn=3&amp;DownTypeID=3&amp;GetDown=false" target="_blank">(clicca qui)</a> i driver ed installarli normalmente.</p>
<p><strong>Driver Ethernet Lan<br />
</strong>Scaricare <a href="http://www.realtek.com.tw/DOWNLOADS/downloadsView.aspx?Langid=1&amp;PNid=14&amp;PFid=7&amp;Level=5&amp;Conn=4&amp;DownTypeID=3&amp;GetDown=false" target="_blank">(clicca qui)</a> i driver ed installarli normalmente.</p>
<p><strong>Driver Touchpad (Synaptic)<br />
</strong>Scaricare <a href="http://drivers.synaptics.com/Synaptics_Driver_v10_1_8_Vista32.exe" target="_blank">(clicca qui)</a> i driver ed installarli normalmente.</p>
<p><strong>Driver WiFi<br />
</strong>Windows 7 riconosce da solo la scheda di rete.</p>
<p><strong>Driver Webcam</strong><br />
Windows 7 riconosce da solo la webcam.</p>
<p>Fatto questo si avrà un sistema perfettamente funzionante e nessuna periferica non riconosciuta dal sistema. Il tutto è ovviamente un “work-in-progress” e la procedura valida adesso potrebbe non essere più aggiornata nelle prossime settimane (man mano che non si avranno ufficialmente tutti i driver per Windows 7).</p>
<p>Come ultima nota vi ricordo che la <strong>scheda grafica GMA500 utilizzata nell’Aspire One 751</strong> supporta <strong>l’accelerazione hardware</strong>. Questo significa che utilizzando i giusti programmi ed i codec appropiati, si riescono a riprodurre video in alta definizione.<br />
Occorre scaricare <a href="http://www.cyberlink.com/downloads/trials/index_en_US.html" target="_blank">(clicca qui)</a> ed installare <strong>PowerDVD (va bene la versione di valutazione)</strong> ed impostare in programmi come <strong>MPC-HC</strong> o <strong>KMplayer </strong>(cercate su Google) l’utilizzo dei codec cyberlink-powerdvd nelle opzioni che specificano gli “External Filters”.</p>
<p>Fonte: gadgetmix/Share<strong>Similar Posts:</strong>
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		<title>Windows 7 per netbook &#8211; installazione e prove di funzionalità</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 16:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il nuovo sistema operativo "Windows 7" della casa di Redmond, la cui uscita è prevista per il prossimo ottobre, analiziamo in questo articolo sia la sua installazione che la sua funzionalità specifica per netbook. Scopriamo insieme ciò che ci aspetta.....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2009/08/windows7.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-1896" title="windows7" src="http://idarticolo.it/wp-content/uploads/2009/08/windows7.jpg" alt="windows7" width="400" height="348" /></a>Per il nuovo <strong>sistema operativo &#8220;Windows 7&#8243;</strong> della casa di Redmond, la cui uscita è prevista per il prossimo ottobre, analiziamo in questo articolo sia la sua <strong>installazione</strong> che la sua <strong>funzionalità specifica per netbook</strong>. Scopriamo insieme ciò che ci aspetta&#8230;..</p>
<p>E&#8217; uscito ormai da alcuni giorni, la versione <strong>RTM (Release To Manufacturing) di Windows 7,</strong> l&#8217;ultima versione intermedia prima di quella definitiva, attesa per il 22 ottobre. Il nuovo sistema operativo esce dunque dalla fase di test; <strong>la versione Rtm</strong>, infatti, può essere considerata sostanzialmente completa e serve soprattutto agli<strong> Oem</strong> per verificarne la compatibilita con i propri dispositivi.</p>
<p><strong>Microsoft</strong> ha comunque pensato anche ai netbook ed insieme alle varie versioni per desktop, dovrebbe essere rilasciata (il condizionale è d&#8217;obbligo) anche la versione per <strong>netbook denominata Windows 7 Starter for Small Notebook PC, insieme a Windows 7 Starter</strong> (per i paesi emergenti) e <strong>Windows 7 Home Basic For Small Notebook PC</strong> (destinata al solo mercato cinese).</p>
<p>Ma come una scure arriva la prima notizia negativa, secondo la quale, per poter essere <strong>preinstallato su un netbook</strong>, <strong>Windows 7 introduce alcuni limiti</strong>. Sembra infatti che si potrà preinstallare<strong> Windows 7 solo su netbook con display Lcd ampi al massimo 10,2 pollici</strong> e con un quantitativo di <strong>Ram non superiore a 1 Gbyte</strong>. Le altre specifiche prevedono una <strong>Cpu a singolo core</strong>, con<strong> frequenza di clock non superiore a 2 GHz e</strong> consumo massimo di <strong>15W</strong>; infine un disco da <strong>250 Gbyte o inferiore (64 Gbyte per i dischi allo stato solido).</strong> Sembra che non ci saranno limiti invece sul numero di applicazioni ulilizzabili contemporaneamente.</p>
<p>Se tali requisiti verranno confermati,potrebbero sorgere notevoli problemi per i produttori che hanno a listino dei netbook con <strong>display da 11 pollici, come Acer e Asus</strong>; va considerato inoltre il <strong>limite di 1 Gbyte di memoria Ram,</strong> che potrebbe presto rivelarsi un vero collo di bottiglia per chi utilizza applicazioni di una certa complessità.</p>
<p>In attesa della versione definitiva, per avere un assaggio delle potenzialità del nuovo <strong>Windows 7,</strong> è possibile scaricare gratuitamente dal sito <strong>Web di Microsoft la Versione RC (Release Candidate),</strong> precedente alla versione <strong>Rtm</strong>. Si puo utilizzare senza limitazioni fino al primo <strong>giugno 2010</strong> ed é disponibile anche nella versione a<br />
<strong>64 bit</strong>. <strong>La versione RC</strong>, che corrisponde a una <strong>Ultimate Edition</strong>, permette tranquillamente di sfruttare gli update di Microsoft e di <strong>abilitare l&#8217;interfaccia 3D.</strong></p>
<p>In relazione a questo abbiamo provato <strong>windows seven</strong> su alcuni netbook di diverse configurazioni e tutti con le specifiche tecniche sopra riportate. Diciamo subito che non sussistono particolari controindicazioni all&#8217;utilizzo di <strong>Windows 7 su un mini notebook</strong>. Si riscontra una <strong>compatibilità molto estesa a livello di driver</strong> per i componenti <strong>hardware</strong> (<strong>schede di rete, chipset audio, interfaccia grafica</strong>) e una utilizzabilità pratica decisamente superiore rispetto a Windows Vista. Le risorse allocate sono inferiori, la gestione della memoria consente un utilizzo più agevole del <strong>multitasking</strong> e l’interfaccia utente è più leggera.</p>
<p>Le prestazioni sono però inferiori rispetto a quelle ottenibili con <strong>Windows XP</strong>, che garantisce ancora la migliore velocita operativa. E&#8217; possibile installare  anche altri sistemi operativi che ultimamente si sono riproposti alla ribalta per la loro leggerezza e funzionalità (vedi <strong>Ubuntu netbook remix e Moblin</strong>). Anche il <strong>Pinguino Linux</strong> si è rivelato una vera manna per la velocità dei sistemi netbook e Vi suggeriamo di sperimentare, su una partizione del disco fisso, almeno per una volta l&#8217;ormai onnipresente pinguino, anche pur con tutte le sue limitazioni legate all&#8217;implementazione con i programmi generici presenti in commercio.   </p>
<h3>Windows 7 &#8211;  l&#8217;installazione</h3>
<p><strong>Per installare Windows 7</strong> <strong>sul netbook</strong> sono possibili alcuni metodi.<br />
Il primo, semplice e funzionale, è quello attraverso <strong>un&#8217;unità ottica esterna</strong>. Anche se i netbook ne sono privi (tranne un&#8217;unica eccezione non ancora disponibile in Italia) è possibile collegarne <strong>una tramite porta USB</strong>. Preparatevi però a spendere almeno 60-80 Euro. Comunque sia, un accessorio del genere, vi permetterà anche di installare gli applicativi venduti su Dvd.</p>
<p>Il secondo metodo di installazione è quello da <strong>scheda Sd</strong>. Copiando <strong>l’immagine Iso del Dvd di Windows 7 RC</strong> su una scheda di<strong> memoria da almeno 4 Gbyte</strong>, e possibile installarla direttamente dal <strong>desktop di Windows XP tramite una utility come &#8211; Daemon Tools Lite</strong> (<a href="http://www.daemon-tools/cc">www.daemon-tools/cc</a> &#8211; gratuita), che provvede a montare l&#8217;immagine su un’unità virtuale. Allo scopo può essere utillzzato anche un<strong> Pen drive</strong> o un <strong>disco esterno Usb</strong>.</p>
<p>Infine, tramite un applicativo come <strong>UltraIso</strong> (<a href="http://www.ezbsystems.com">www.ezbsystems.com</a>  - dal costo di 29,95 dollari) è possibile scrivere direttamente <strong>l&#8217;immagine Iso</strong> su una scheda di<strong> memoria o un Pen drive Usb (da almeno 4 Gbyte).</strong> In questo modo si ottiene un supporto avviabile, quindi si può effettuare il boot direttamente dalla scheda di memoria. E&#8217; una soluzione efficace, benché un pò macchinosa.</p>
<p>In base a quanto sopra descritto, Vi diamo alcune dritte riguardo alle <strong>procedure di installazione.</strong></p>
<p><strong>1)</strong> Durante l&#8217;installazione su netbook è sempre meglio avere un pc (portatile o desktop) sempre collegato in rete in modo da evere in ogni momento la possibilità di scaricare eventuali driver o aggiornamenti dalla rete.<br />
<strong>2)</strong> Effettuare sempre un <strong>aggiornamento del bios</strong> di sistema del netbook posseduto dove è caricato windows XP, avendo cura di prendere nota del tipo di componenti interni, in particolare il chipset, la scheda audio e di rete.<br />
<strong>3)</strong> Suggeriamo comunque di effettuare una copia di backup dell&#8217;intero disco fisso al fine di ripristinare il sistema operativo antecedente, in caso qualcosa non vada a buon fine e abbia un malfunzionamento irreversibile.<br />
<strong>4)</strong> Se possibile <strong>partizionare l&#8217;hard disk in</strong> modo da avere sempre due sistemi operativi il <strong>&#8220;vecchio xp&#8221; e windows 7.</strong> Questo perchè potreste rimanere delusi del nuovo &#8220;seven&#8221; a tal punto da cancellare tutto e ripristinare il <strong>vecchio buon XP</strong>. Per fare un partizione aggiuntiva in modo non distrutivo<strong> si può utilizzare GParted Live</strong> (<a href="http://gparted.sourgeforce.net/">http://gparted.sourgeforce.net</a>) da installare su <strong>cd-rom o su pen drive Usb</strong>. Tenere presente che <strong>windows 7</strong> occupa circa <strong>10 Gbyte</strong> di spazio, considerando che poi dovranno essere senz&#8217;altro installati anche altri applicativi è bene eseguire una partizione di almeno <strong>30/40 Gbyte</strong>. A tal proposito ridimensionare la partizione primaria esistente e crearne una seconda, sempre di tipo primario. Su ques&#8217;ultima si andrà ad installare Windows 7, che provvederà ad attivare in automatico un menu di boot tramite il quale si potrà scegliere quale sistema operativo avviare all&#8217;accensione del netbook.<br />
<strong>5)</strong> Una volta installato <strong>Windows 7</strong>, installare eventuali driver richiesti e scaricare <strong> l&#8217;Italian Language Pack</strong> per avere il sistema operativo in italiano. I <strong>driver Audio, Bluetooth e generici installati da Windows 7 sono stabili</strong>. Discorso diverso invece, e questa è una cosa da tenere bene in considerazione, riguarda <strong>i driver di interfaccia grafica integrata nei chipset Intel 945.</strong> I driver di Microsoft <strong>NON</strong> offrono un supporto completo alle <strong>funzioni 3D.</strong> E&#8217; fatto obbligo quindi andare sul sito <strong>web di Intel e scaricare quelli adatti al vostro netbook</strong> (in base appunto alle specifiche del chipset di sistema) In questo modo otterrete il completo supporto alle <strong>librerie Direct X e OpenGL</strong>, che vi permetterà di sfruttare al meglio l&#8217;interfaccia <strong>3D Aero di Windows 7</strong> &#8211; <strong>IMPORTANTE</strong>: al momento che scriviamo, non sono ancora disponibili i <strong>driver del chipset Intel US15W</strong>, e quindi chi possiede un netbook con questo chipset non potrà, almeno per il momento, far funzionare Windows 7 con le funzionalità <strong>3D rendendo di fatto inutile</strong>, se non problematica, l&#8217;installazione del<strong> nuovo S.O.</strong> Tutti gli altri componenti hardware del sistema dovrebbero essere riconosciuti in modo adeguato tranne che alcuni possibili malfuzionamenti per <strong>webcam e touchpad particolari</strong>. In tal caso è bene rivolgersi al sito del produttore e scaricare eventualmente quelli compatibili con il nuovo sistema operativo.<br />
<strong>6)</strong> Per quanto riguarda la funzionalità, possibili problemi possono verificarsi con il sistema di <strong>gestione Acpi</strong> (<strong>Advanced Configuration and Power Interface)</strong> che controlla anche alcuni tasti funzione (tipo quello per l&#8217;attivazione Wi-Fi) Se dal pannello di controllo hardware si presentano icone con il punto interrogativo allora è il caso di installare i driver Acpi specifici per il vostro netbook. Ogni produttore utilizza un nome diverso, ma solitamente vengono definiti come <strong>driver Acpi, Atk o driver per i tasti funzione.</strong></p>
<h3>Windows 7: le prestazioni</h3>
<p>Per valutare il comportamento di<strong> Windows 7</strong>, in particolare la velocità operativa e l’effettiva utilizzabilità sui netbook, abbiamo utilizzato un modello con architettura non particolarmente recente né straordinariamente veloce, proprio per osservare l’impatto di Windows 7 con una piattaforma hardware non allo stato dell&#8217;arte. ll processore è un classico <strong>Atom N270</strong> a <strong>1,6 Ghz</strong>, con<strong> chipset Intel 945GSE. La memoria a 1 Gbyte e per disco fisso un modello da 60 Gbyte</strong>. Abbiamo installato a rotazione <strong>Windows XP, Windows Vista Home Premium e Windows 7 RC</strong>.<br />
Ne è venuto fuori che, all&#8217;atto pratico, <strong>Windows 7</strong> è un sistema operativo pienamente tilizzabile su un netbook, sicuramente molto di piu rispetto a <strong>Windows Vista.</strong> La diversa gestione della memoria offre molte risorse in piu ai vari applicativi; l’attivita del disco è ragionevole e durante le fasi di idle non si assiste al farnigerato&#8221;effetto frullatore&#8221; che caratterizza Windows Vista. E&#8217; bene sottolineare che in ogni caso <strong>Windows XP</strong> rimane la soluzione migliore in quanto a prestazioni. Con <strong>Windows 7</strong> non si avrà mai una velocità del notebook pari a quella con<strong> XP</strong> a bordo; la leggerezza di XP o l’efficienza di Linux rimangono imbattute su un mini portatile con Cpu Atom. Windows XP, benché ormai da considerarsi obsoleto, necessita di poca memoria, ha un’interfaccia utente semplice e perciò veloce, impegna di meno la Cpu e il disco. D&#8217;altro canto, <strong>Windows 7</strong> e decisamente piu moderno, non soltanto nell’aspetto estetico, è più semplice da usare, offre tante funzioni in più e un migliore supporto alle nuove tecnologie. Ovvio che comunque non girà in modo &#8220;dinamico&#8221; se non con sistemi al limite delle prestazioni massime, quindi gestiti con Cpu <strong>N280 ad almeno 1,66 Ghz di frequenza ed almeno 1 Gb di RAM oltre che il chipset Intel GMA950</strong>. Sembra impossibile ma ancora il file system con <strong>fat32 è</strong> di certo obsoleto ma sembra dare ancora un vantaggio all&#8217;usabilità dei processori <strong>Atom</strong> che peraltro erano stati progettati proprio per eseguire istruzioni con questo tipo di piattaforma. L&#8217;evoluto <strong>NTFS di windows vista e windows 7</strong> sembra quindi dare un fermo a questo tipo di configurazioni che speriamo in futuro possano avere un adeguato sviluppo in tal senso.<strong> Windows XP e filesystem Fat32</strong> risulta quindi ancora il più veloce nelle operazioni sul disco. Non a caso infatti tutti i netbook con XP vengono forniti con questa tecnologia.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;autonomia delle batterie, non abbiamo notato enormi differenze tra un sistema operativo e l&#8217;altro, con XP abbiamo sperimentato un’autonomia sul campo di circa cinque ore, una decina di minuti in più utilizzando Windows 7.</p>
<h3>L&#8217;importanza ed il peso di Aero</h3>
<p>Con il sistema operativo appena installato, senza quindi ulteriori applicativi a parte i driver standard, <strong>Windows 7 lascia liberi circa 470 Mbyte di Ram su 1.024, contro i 640 di Windows XP e gli appena 18 Mbyte di Windows Vista.</strong> Tali confronti sono stati eseguiti con l&#8217;interfaccia Aero attiva. Proprio <strong>l&#8217;interfaccia 3D</strong> è uno degli elementi più pesanti da gestire da parte di un netbook. Gli effetti grafici possono apparire rallentati. Il problema sta nella scarsa potenza delle <strong>Cpu Atom</strong> e soprattutto nelle modeste prestazioni dell&#8217;interfaccia grafica integrata nei chipset Intel. La <strong>Gpu GMA950 del chipset 945GSE, e ancora di più la GMA500 del chipset US15W</strong>, si trovano alquanto in difficoltà con la <strong>grafica 3D di Aero</strong>, testimoniato anche da un superiore riscaldamento del netbook rispetto all&#8217;utilizzo con Windows XP. Un compromesso potrebbe essere l&#8217;adozione di un tema Windows 7 basic, rinunciando cosi a tutti gli effetti grafici 3D, o addiiittura impostando l&#8217;interfaccia classica molto simile a quella di XP. Si potrebbe obbiettare che ha poco senso utilizzare <strong>Windows 7</strong> con un&#8217;interfaccia cosi obsoleta; riteniamo in ogni caso che l&#8217;estetica non sia il solo pregio del nuovo sistema operativo di Microsoft.</p>
<h3>Come funziona in pratica</h3>
<p>Vi consigliamo di <strong>ottimizzare il netbook</strong> disabilitando alcuni servizi secondari (<strong>segnalazione errori, gestione remota, Windows Defender)</strong>, impostando un <strong>file di paging</strong> di <strong>dimensione fissa al doppio della Ram</strong>, rimuovendo i vari timing sul risparmio energetico (<strong>spegnimento disco o sospensione automatica</strong>). Il tempo di avvio della macchina così configurata risulta molto variabile e varia a seconda del sistema operativo. Con Vista sono necessari 58 secondi; a Windows 7 ne bastano 35 e XP ne impiega 43. Un vantaggio di quasi la metà a favore del nuovo sistema operativo. Un trucco per mantenere veloce un netbook è quello di evitare l&#8217;installazione di software particolarmente pesante. Utilizzate un antivirus gratuito snello ed efficiente, non esagerate con l&#8217;installazione di utility e servizi dalla dubbia utilita ed evitate i grossi pacchetti di produttivita. <strong>Office 2007</strong> non va molto d&#8217;accordo con la potenza di calcolo di un netbook né con il suo piccolo display; la grande barra superiore infatti riduce di molto l&#8217;area utile. E&#8217; Meglio scegliere il precedente, ma ancora affidabile, <strong>Office 2003</strong>; oppure una più aggiornata suite gratuita come OpenOffice.org. Il punto é installare sul netbook soltanto ciò che è indispensabile. Una soluzione che può aiutare molto è l&#8217;upgrade della Ram.<br />
Il principale fattore di rallentamento è proprio un numero elevato di applicazioni aperte contemporaneamente. <strong>I chipset Intel 945GSE e US15W</strong> permettono teoricamente di utilizzare fino a <strong>2 Gbyte di memoria</strong>. Ribadiamo il concetto che ancora non è dato sapere se <strong>Windows 7</strong> potrà supportare anche quantitativi superiori a <strong>1 Gb di RAM</strong> e driver capaci di far girare il sistema anche su <strong>chipset 945GSE e US15W,</strong> oltre che supportare display oltre i 10 pollici, ma confidiamo senz&#8217;altro nel fatto che Microsoft difficilmente opterà per una così drastica forma di riduzione all&#8217;uso di un suo nuovo sistema operativo, specialmente in un&#8217;ottica di sviluppo hardware che senz&#8217;altro non tarderà ad arrivare. Dato che basta semplicemente dotare il sistema di riconoscimento di driver ad-hoc per ogni sistema hardware compatibile, ci sentiamo di sbilanciarci in una previsione senz&#8217;altro positiva che a ottobre sia sul mercato la versione aggiornata anche di <strong>windows 7 in versione &#8220;lite&#8221;.</strong><strong>Similar Posts:</strong>
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