Fotocamere subacquee – come fotografare sottacqua trucchi e consigli

Pubblicato in luglio 14th, 2009 da Gabriele in Non tutti sanno che...

800px-Nikonos-V_img_1851Le beneamate vacanze 2009 sono alle porte e gli appassionati di fotografia sono in fibrillazione. Ma forse per molti la passione della fotografia si spinge oltre alla flora e fauna terrestre. Un’altro mondo può fornire nuove emozioni e nuovi scatti di cui esserne orgoglioso da mostrare poi agli amici al ritorno dalle vacanze; Il mondo marino. Ecco che ci sentiamo, con questo nostro articolo, di porre all’attenzione di una utenza sia neofita che già un po’ esperta alcuni trucchi e consigli su quali fotocamere, quali accessori e quali dritte si devono usare per riuscire a fare di una immersione una nuova esperienza fotografica.

FOTOCAMERA IMPERMEABILE O PER IMMERSIONI DA PROFONDITA’?

Facciamo solo un cenno storico che forse può essere interessante. Il primo uomo ad usare un sistema per evitare che sabbia, schizzi d’acqua ma soprattutto allagamenti del corpo macchina potessero inficiare la ripresa fu, nel 1956, il noto ricercatore Jacques-Yves Cousteau. Insieme ad un suo amico ingegnere areonautico riusci a produrre un prototipo, perfettamente funzionante, di custodia per fotocamera, capace di resistere ad oltre 50 metri di profondità. Il sistema, benche poco funzionale e pratico, riusci comunque a dare a Cousteau e Wouters le foto dei loro sogni. Lo “scafandro” fu chiamato Calypso-Phot. Dalla passione e dalla necessità nacque quindi la prima macchina fotografica subacquea. Qualche anno più tardi, nel 1963, il noto colosso mondiale della fotografia “NIKON“, riusci ad impadronirsi del brevetto, dando vita alla fotocamera che fu poi definitivamente battezzata “NIKONOS“. Potete osservare nella foto sopra, l’ultimo modello serie V in ordine di sviluppo.

Occorre subito fare chiarezza sul fattore “macchina”. L’esigenza è la chiave di volta per la scelta di una fotocamera; dipende infatti se si vuole fare riprese fino a pochi metri sottacqua oppure invece spingerci fino a 60/70 mt. Ovvio che il diverso grado di utilizzo impone subito due tipi di scelte. Se si vuole utilizzare la fotocamera in libertà sulla spiaggia od al massimo in immersione fino a 3 mt di profondita massima, allora possiamo senz’altro consigliare una compatta già con il corpo WATER RESISTANT oppure semplici custodie anfibie in materiale plastico, che permettono solo le primarie funzioni di scatto ed hanno dalla sua, un costo abbordabile. Il costo infatti risulta essere direttamente proporzionale all’aumentare della necessità di sopportare la pressione dell’acqua e quindi della profondità di ripresa. Indicativamente i prezzi degli “scafandri” in policarbonato per le compatte digitali del momento vanno all’incirca intorno o poco più di 100 euro. Gli esempi vanno da canon-AW-DC30 per digital ixus 30,40,50 garantito fino a 3 mt, oppure CASIO-EWC-11/10 per le EX-Z77/Z75/Z65, piuttosto che FUJI WP-A500/WP-J10/J12 per le FINEPIX A400,A500,J10,J12. Fanno eccezione solo gli “scafandri” SONY APK-WB per le compatte Sony DSC-W290/270,230,210 e l’involucro APK-THA per le DSC-T77/T700  che tuttavia non raggiungono gli 1,5 mt di profondità.
Diversamente, se si vuole salire di profondità, bisogna anche salire di prezzo e riconsiderare un po’ tutta un’attrezzatura dedicata necessaria per immersioni che vanno oltre i 10 metri. Per fare riprese subacquee semiprofessionali e professionali occorrono scafandri in alluminio, in grado di replicare esattamente tutte le funzioni della macchina fotografica, anche le più complesse. Cambiano anche tutti gli accessori come i flash sincronizzati ed anch’essi scafandrati, le impugnature parallele per un più agevole controllo funzionale  o le ottiche intercambiabili, destinate quest’ultime ai veri amanti della fotografia sottomarina. Possiamo elencare una serie di produttori e fornitori sul territorio nazionale che possiedono un nutrito campionario di custodie ed accessori per ogni grado di utilizzo.
Qui di seguito riportiamo i siti di riferimento sui quali potrete trovare tutto quanto è necessario previo un’attenta analisi del sito stesso dove trovare quanto ricercato ed inoltre inseriamo in calce all’articolo delle tabelle riepilogative:

FANTASEA : http://www.fotoleonesub.com/
SUBAL: http://www.subal.com/       
NIMAR: http://www.nimar.it/
SEAANDMORE: www.seaandmore.it

ATTREZZATURA SEMPRE AL TOP

Vi suggeriamo anche 4 regole d’oro per curare e conservare al meglio le vostre attrezzature.
1) Occorre sempre verificare che le custodie, dopo ogni immersione, non abbiano subito nessun tipo di danneggiamento o tracce di infiltrazioni d’acqua salata. Controllare quindi, gli O-ring (le guarnizioni in gomma) che garantiscono la perfetta tenuta stagna della macchina e del lampeggiatore, che dovete sempre rimuovere e pulire.
2) Prima di mmergervi controllate il corretto funzionamento della fotocamera e del lampeggiatore perchè poi sottzacqua non sarà ovviamente più possibile effettuare controlli di sorta.
3) Dopo ogni immersione, è necessario lavare l’attrezzatura con acqua corrente di rubinetto(fredda) per almeno 1 minuto e successivamente lasciarla immersa in un recipiente per almeno mezz’ora. Esistono in commercio anche additivi per un lavaggio più accurato ed una eventaule disincrostazione, ma per questo occorre rivoglersi ai rivenditori delle attrezzatture stesse che sapranno ben consigliarvi
4) Accortezza da consigliare è quella di lasciare sempre un po’ bagnata l’attrezzatura scanfandrata (nel caso anche con acqua salata) nel caso non fosse possibile effettuare SUBITO il lavaggio sopra indicato. Non si deve infatti lasciar asciugare l’acqua salata sulla strumentazione in quanto il sale, una volta cristallizzato, sarà molto più difficile toglierlo e potrebbe alla lunga anche danneggiare irreparabilmente la gomma degli O-ring di tenuta, obbligando non solo al ricambio ma, soprattutto, alla possibile infiltrazione d’acqua sul corpo macchina danneggiandola. 

 OCCHIO ALLE INQUADRATURE

Per riprendere sott’acqua ci sono delle regole ben precise da seguire che vi suggeriamo in riepilogo al fine di dare quei giusti consigli all’utente meno esperto. La prima cosa che occorre evidenziare è che a basse profondità non occorrono particolari precauzioni se non quelle di seguire i programmi già preimpostati che si solito sono presenti su tutte le fotocamere compatte waterproof. Per quanto riguarda invece le reflex il discorso si fa più complicato e la prima cosa che bisogna considerare è senz’altro il problema dell’inquadratura. Occorre infatti affidarsi più ai mirini ottici delle reflex anzichè ai loro schermi. Questo è appunto il primo suggerimento per prevenire il classico errore di parallasse che porta a tagliare fuori inquadratura la parte superiore del soggetto. Questo problema, che si presenta principalmente alle distanze minori (fino a un metro), è causato da una leggera diffrenza tra quello che si vede attraverso il mirino e le immagini riprese dall’obiettivo, discrepanza accentuata dalla presenza dell’acqua. Ma il problema è comunque facilmente aggirabile mirando leggermente più in alto del normale.

Visto che l’acqua impatta sui tre più importanti parametri: luminosità, colore e angolo di visione, quando la luce viaggia sott’acqua, passa per un mezzo ben più denso (circa 800 volte) che dell’aria. E purtroppo l’acqua assorbe gran parte della luce che l’attraversa: per questo, anche a pochi metri di profondita, i fondali sembrano cosi scuri. Un altro effetto fisico di cui bisogna tenere conto è la rifrazione; solo se la luce colpisce perpendicolarmente la superficie dell’acqua, passa totalmente senza problemi. Diversamente, se i raggi sono inclinati, una parte via via maggiore di essi, viene riflessa e non attraversa l’acqua. Questo fenomeno, ci impedisce di avventurarci in mare proprio negli orari ideali, quelli in cui la vita marina è in fermento. Vi suggeriamo quindi, per scattare con la massima lurninosita, due consigli: è meglio non scendere sotto i cinque metri ed è consigliabile immergersi a mezzogiorno, quando avere il sole a perpendicolo massimizza la quantità di luce. Inoltre è meglio avvicinarsi il piu possibile al soggetto da fotografare, in modo da ridurre al minimo il percorso che deve compiere la luce.

Un altro consiglio, per migliorare le riprese o le fotografie, è usare un punto luce dedicato (rispettivamente un faretto o un flash) che possa rischiarare la scena. Quasi tutti i modelli di fotocamere integrano un flash (seppure di potenza minima). L’unica possibile accortezza è quella di usare un filtro diffusore (tutte le migliori custodia subacquee ne hanno uno, ma in ogni caso potete tranquillamente acquistarlo a parte) che renda la luce del flash meno concentrata e allarghi la portata del fascio. L’ultimo consiglio pratico, che vale in tutti i casi in cui la luce scarseggia, è quello di impostare alti valori Iso, per spuntare tempi di esposizione più brevi possibili. In questo caso è importante che la fotocamera, negli scatti ad alti Iso, offra comunque una buona qualita.

L’acqua non solo assorbe la luce, ma lo fa in maniera selettiva: in pratica ha le funzioni di un filtro e le prime tonalità ad essere assorbite sono quelle con lunghezza d’onda più corta. I colori sono fermati alle varie profondita nel seguente ordine: prima il rosso a circa 5 metri dalla superficie, poi l’arancio a circa 10 metri, il giallo a circa 30 metri, il verde dai 40/45 metri e infine l’azzurro, il blu e il violetto da 60 metri in poi fino al buio totale. ln pratica gia a pochi metri di profondita la luce ha una dominante bluastra, che si intensifica scendendo ulteriormente. Mentre il cervello umano compensa automaticamente e non ci accorgiamo di nulla, per le macchine fotografiche e le videocamere il discorso cambia: il bilanciamento del bianco deve essere tarato per tenerne conto e regolare così la giusta esposizione. Tutti i modelli hanno un preset apposito, ma ricordate che potete bilanciare manualmente. Quest’ultima operazione richiede però un minimo di organizzazione, visto che é necessario inquadrare un foglio di plastica bianca alla stessa profondita di ripresa. La soluzione ideale, nel campo della fotografia, è scattare in Raw: avendo i dati grezzi, potete effettuare successivamente il bilanciamento del bianco, sicuri che sia sempre perfetto. Ricordatevi che anche se vi ritrovate con scatti o riprese bluastre, non tutto e perduto: ormai ogni software di fotoritocco o editing video integra i filtri di correzione ad hoc. Un altro effetto ottico, a tutti ben noto, è che in acqua gli oggetti appaiono piu grandi (o piu vicini) che sulla terraferma. Anche questo fenomeno e dovuto alla rifrazione della luce in acqua: in pratica, per avere la lunghezza focale in acqua di un obiettivo, bisogna moltiplicare per il fattore di conversione 1,33.
Per esempio, un obiettivo da 28mm si comporta, in acqua, come un 37mm. Ma per il fotoamatore questa peculiarita non comporta nessun inconveniente, mentre per il professionista ci sono soluzioni che compensano il fenomeno (custodie con oblò sferici) che però esulano ben oltre la nostra trattazione.

Riprendere in acqua comporta però anche alcune differenze dal punto di vista operativo: la fotocamera o il camcorder dovrebbero essere impugnabili con facilità e in maniera salda, con tasti di comando di buone dimensioni per poter essere azionati anche se si indossano i guanti protettivi. Se volete fare riprese o scatti dei fondali, e importante tenere saldamente con due mani la macchina, quindi mettete in conto di nuotare con le pinne. Una caratteristica da non trascurare è il galleggiamento del dispositivo, che idealmente dovrebbe essere neutro o leggermente negativo, ovvero se lasciato andare dovrebbe rimanere alla stessa quota o cadere lentamente. Una macchina che precipita sul fondo come un sasso o che galleggia come un turacciolo renderà molto difficili le inquadrature accurate e stabili. Nel caso il galleggiamento sia troppo positivo si possono aggiungere i piombi familiari ai sub. Visto che si opera in acqua, che come abbiamo visto assorbe la luce, è fondamentale che il display sia sempre ben visibile. Il vetro frontale dell’obiettivo deve essere il più grande possibile, per facilitare l’eliminazione delle gocce quand0 si esce dall’acqua. Inoltre se è difficile evitare il micromosso sulla terraferma, in mezzo al mare è praticamente impossibile. Da questo punto di vista, potete contare su uno stabilizzatore hardware che garantisce scatti e riprese migliori.

E’ TUTTA UNA QUESTIONE DI LUCE

Con Adobe Camera Raw, il plug-in incluso in Fotoshop, si può modificare le immagini JPEG e TIFF nonchè il formato RAW realizzato da tutte le reflex. Questo permette di ritoccare le foto che, per motivi legati alla profondità ed alla luce che filtra dalla superficie marina, possono uscire non perfette o talvolta inguardabili. Fotografare sott’acqua è infatti un po’ come fotografare nella nebbia, soprattutto quanto si utilizza il flash o un lampeggiatore. Sia vicino alla superificie che nelle profondità più elevate, in acque limpide o meno, sono sempre presenti paricelle in sospensione, provocate dal sedimento smosso del fondale e dagli organismi microscopici (il plancton) presenti nell’acqua di mare. La diffusione della luce crea un effetto nebbia che rende le foto meno nitide. A volte, in acque particolarmente torbide,  la luce non riesce nemmeno ad impressionare sufficientemente il sensore della fotocamera. Per ovviare o perlomeno a ridurre al minimo questo problema bisogna tenere a mente alcune regole fondamentali:
a) Evitare di smuovere il fondale marino
b) Avvicinarsi il più possibile al soggetto da riprendere, riducendo così il numero di particelle tra esso e la camera
c) Inclinare correttamente la macchina fotografica e il lampeggiatore, in modo da creare un’illuminazione il più possibile diffusa intorno alla scena. Sapere quindi gestire la luce è fondamentale per le riprese sottomarine. I colori sott’acqua si perdono a causa dell’assorbimento cromatico. Il mondo sommerso sembra più scuro e meno colorato e gli oggetti sembrano più vicini e più grandi di quanto non lo siano in realtà. Scendendo in profondità si perdono prima il rosso, poi il giallo e poi a poco a poco tutti gli altri colori fino ad arrivare ad una dominante azzurro/violacea, anche a soli 10 metri di profondità! E’ quindi fatto obbligo l’uso di una sorgente di luce artificiale. Esistono ottimi flash subacquei capaci di ridare colore alle immagini ed in base alle potenze si deve riuscire a prendere occhio alle emissioni di luce che non devono mai eccedere ne in un senso e nell’altro. Chi non ha grosse pretese e usa una fotocamera digitale, può fare a meno del flash ed utilizzare al suo posto un buon illuminatore, con una temperatura di emissione luce abbastanza “calda”.

Cambio delle impostazioni del Bilanciamento del Bianco

Il Bilanciamento del Bianco è un “filtro colore” . La luce che ci circonda non è sempre la stessa come quella bianca naturale del sole. Per esempio, la luce fluorescente ha una sfumatura di verde, e le lampade al tungsteno gettano un bagliore arancione sui soggetti. Il nostro cervello regola queste luci cosicché esse sembrino naturali, ma quando noi le riprendiamo con la nostra fotocamera e rivediamo le immagini più tardi, le immagini hanno una dominante colore pari alla luce in cui esse furono scattate. Lo stesso principio vale per le immagini riprese sott’acqua dove la dominante colore può essere blu o verde. Il bilanciamento del bianco della fotocamera, regola il colore irradiato dalle immagini  fotografate così come sono, come se esse fossero riprese alla luce naturale del sole. Quando in una immagine  realizzata, un oggetto completamente bianco viene ripreso completamente bianco senza dominanti di colore causate dalla luce ambiente, significa che il White Balance della vostra fotocamera ha impostato il corretto Bilanciamento del Bianco.
Per ottenere un corretto bilanciamento del bianco usando una fotocamera digitale, dovete regolare questa funzione in relazione alla temperatura colore della vostra fonte di luce. In fotografia, la temperatura definisce il colore proiettato dalla luce. 5000° è approssimativamente la temperatura della luce solare; una temperatura superiore a 5000° tende al blù, una temperatura inferiore tende al rosso.  La vostra fotocamera fornisce tre opzioni di bilanciamento del bianco: automatica, manuale e fissa.

Queste tre opzioni possono fornire il corretto bilanciamento del bianco con tutti i tipi di sorgenti luminose.

1.L’opzione bilanciamento del bianco automatica (AWB) dipende dal criterio incorporato nella fotocamera per impostare l’appropriato bilanciamento del bianco con tutti i tipi di luce. Questa funzione tenta di fare la miglior scelta possibile di bilanciamento del bianco fra le varie dominanti cromatiche; ma questa funzione è pre-impostata per la fotografia terrestre e non sempre essa reagisce correttamente alle dominanti blue intense o verdi che si incontrano nelle riprese subacquee. Per controllare le condizioni di luce sott’acqua, sarebbe meglio evitare l’impiego dell’ AWB ed utilizzare le altre opzioni di bilanciamento del bianco le quali fungono da filtro colore incorporato nella fotocamera. Quando il WB automatico rileva un lampo del flash incorporato ma non rileva l’illuminazione dello sfondo, stabilisce che l’ambiente sia nuvoloso e si imposta per tale bilanciamento del bianco. Per prevenire ciò, voi dovete decidere su una impostazione fissa del WB scegliendo la dominante colore che ritenete più consona alle vostre esigenze.

2. Impostazione del Bilanciamento del Bianco nella Macrofotografia
Quando riprendete immagini utilizzando la fotocamera in modo macro, potete sfruttare il bilanciamento del bianco come un filtro colore. Ogni modalità di impostazione fornisce un effetto colore diverso.

3. Variazione della sensibiltà ISO
Se avete impostato gli ISO in modo auto e fotografate con lo zoom in massimo tele, la fotocamera sceglie automaticamente un alto valore ISO (300 ISO) per riprendere l’immagine. Quando la sensibilità ISO è impostata su un valore alto, il risultato è una dominante di colori sbilanciati e si possono anche generare “rumori elettronici” nell’immagine ripresa. Per evitare questo, impostare gli ISO sul valore fisso di 100. Questa impostazione migliorerà il contrasto nelle vostre fotografie.

Valori ISO 100 ISO Auto

Impostazione dell’esposizione utilizzando il diaframma. Potete regolare il diaframma della vostra fotocamera impostando vari valori. I valori più bassi aprono il diaframma acquisendo più luce ed incrementando l’esposizione, un
valore più alto chiude il diaframma consentendo l’ingresso di meno luce e diminuendo l’esposizione. Nella fotografia subacquea, il controllo del diaframma permette di determinare la luminosità dello sfondo nell’immagine ripresa.
Esempio, predisponete la vostra fotocamera sulla modalità A/M (apertura a priorità di diaframma) e impostate il diaframma su F 2.5.  Puntate la fotocamera diritto in avanti o verso l’alto, non verso il basso, in modo da riempire la
fotografia con lo sfondo del mare. Impostate il WB in modo automatico e spostando il diaframma su valori più chiusi, potrete già vedere, sul monitor della fotocamera, la variazione della luminosità dello sfondo. Un altro fattore da tenere in considerazione è che, i colori che vedete sul monitor della vostra fotocamera mentre siete sott’acqua, non sono gli stessi di quelli che voi vedrete quando riguarderete le vostre immagini sullo schermo del computer o quando le stamperete su carta; per questo è consigliabile riprendere immagini subacquee più scure e più chiare per scegliere poi quelle che saranno più reali quando le si rivedranno sul supporto scelto. Per riassumere, quando state riprendendo immagini con il WB impostandolo su AUTO, potete rendere più luminosi i colori dello sfondo del mare in due modi:
Utilizzando la fotocamera in modo A/M impostando il diaframma su F2.5
Impostando la compensazione dell’esposizione di +1 o +2

Utilizzo del Bilanciamento del Bianco con flash elettronici

Come dicevamo prima, la differente impostazione del WB può essere considerata come un filtro che cambia la dominante colore nel modo desiderato. Nella luce diurna voi potete usare il WB per ottenere buoni risultati anche con l’impiego di un flash sincronizzato, (luce di un flash elettronico mista con la luce ambiente) nelle riprese macro o con obiettivi grandangolari.

Illuminare lo sfondo utilizzando la Compensazione dell’Esposizione

Se in una immagine utilizzate la compensazione dell’esposizione, potete rendere più luminoso il colore dello sfondo perdendo però un po’ di contrasto sul soggetto principale. Nessuna compensazione Compensazione dell’esposizione +2

Consigli per riprese in acque scure o durante immersioni notturne

Prima che la vostra fotocamera possa riprendere un’immagine, è necessaria che una luce sufficiente illumini il soggetto cosicchè essa possa misurare la distanza ed impostare la corretta messa a fuoco. In condizione di scarsa luce, la fotocamera necessita di un prelampo per fare la corretta misurazione della distanza e calcolare la giusta esposizione. In queste condizioni estreme potrebbe essere che il flash integrato nella fotocamera sia inadeguato per riprendere l’immagine. Questo accade non solo nelle immersioni notturne, ma anche in immersioni in acque buie come in grotta o all’interno di relitti. In questi casi è necessario avere una sorgente di luce sufficiente (come quella fornita dagli illuminatori LX-15 o LX-25.

Per ottenere una corretta messa a fuoco.

Per una luce adeguata ad una corretta esposizione e per colori brillanti utilizzate un flash esterno (YS-15, YS-25 o YS-90Auto). Prima di riprendere un’immagine utilizzando un flash esterno, accertatevi che la lampada prontoflash (rossa) sul mirino sia accesa.
(Impostare ISO 100 sulla fotocamera quando si usa un flash esterno automatico)

Sommario delle operazioni

• Bilanciamento del Bianco
Nelle riprese con aggiuntivi grandangolari, impostare il WB nella modalità “Esterno” o “Fluorescente”. Queste modalità forniscono colori più naturali negli sfondi subacquei. Comunque, voi potrete scegliere a vostro piacere la dominante colore dello sfondo selezionando tra le varie modalità di W.B.
• Sensibilità ISO
Impostare la fotocamera su ISO 100 per ottenere il miglior contrasto nelle vostre immagini e prevenire che il soggetto abbia dominanti di colore causato dalla luce ambiente. Questo è particolarmente importante nelle riprese macro. Per ottenere migliori colori utilizzare soprattutto un flash esterno come gli YS-15Auto, YS-25Auto o YS-90Auto. Essi sono particolarmente impostati per una massima resa alla sensibilità di 100 ISO.
• Compensazione dell’esposizione
Controllare l’esposizione per mezzo del diaframma o impostando una compensazione dell’esposizione che aiuta a rendere lo sfondo più o meno luminoso a vostro piacimento


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4 commenti il “Fotocamere subacquee – come fotografare sottacqua trucchi e consigli”

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